"GEco": in un libro trucchi e consigli sugli stili di vita ecosostenibili per aiutare il Centro Antiviolenza Mascherona

"GEco - Guida per una rivoluzione sostenibile" è nato da un'idea di Valentina D'Amora, educatrice ambientale qualificata genovese, e della food blogger Samantha Alborno

A volte basta davvero poco per adottare uno stile di vita più consapevole, nella vita di tutti i giorni e anche in cucina. Sulla base di questo principio, e di piccole grandi esperienze vissute in prima persona, è nato il libro "GEco - Guida per una rivoluzione sostenibile" (Tulipani Edizioni) scritto da Valentina D'Amora, educatrice ambientale qualificata che realizza percorsi educativi sul territorio genovese, collaborando con scuole e istituzioni locali, con la collaborazione della food blogger Samantha Alborno. 

Il libro è stato pubblicato l'11 maggio in formato e-book, e fa bene sia all'ambiente sia alle donne vittime di violenza: infatti tutti i proventi della vendita (sia la percentuale dovuta all'autrice sia alla casa editrice) andranno al Centro Antiviolenza Mascherona di Genova, alle prese con i drammatici effetti collaterali della quarantena, ossia l'aumento degli episodi di violenza domestica.

Una guida con tanti esempi concreti

Ma cos'è esattamente "GEco"? «Si tratta di una guida - spiega Valentina D'Amora - un manuale semplice e pratico che accompagna passo passo verso un percorso di consapevolezza per rivoluzionare la propria vita, a partire dalle piccole azioni quotidiane. È un libro frutto della nostra esperienza e ricco di spunti di riflessione, ma anche di consigli concreti». 

Il libro si rivolge a tutti coloro che desiderano iniziare una piccola "rivoluzione" sui vari aspetti della propria vita, con l'obiettivo di raggiungere una riduzione dei consumi, un'attenzione a nuovi modelli di sviluppo e una maggiore consapevolezza sul proprio impatto ambientale.

«Spesso pensiamo che adottare uno stile di vita più consapevole possa essere un passo troppo grande, che voglia dire stravolgere completamente la nostra vita. In realtà non è così, ci sono tante piccole cose che si possono mettere in atto per rendere il nostro mondo un po' più "green". Piccole gocce che alla fine formano il mare». Gocce fatte principalmente di riuso e riciclo.

Ad esempio? Valentina svela qualche suo trucco: «Riciclare i fondi del caffè come scrub naturale per la pelle, con l'olio d'oliva. Oppure possono essere ottimi antizanzare se mescolati con qualche goccia di olio essenziale di citronella. E ancora possono essere fertilizzanti. E le bustine di tè verde? Dopo averle usate prediamo le foglioline di tè: mescolato con miele e succo di limone, diventa un tonico per il viso eccezionale. Impariamo a non sprecare. O ancora, quando faccio il succo di fragole con l'estrattore, rimane poi da parte la polpa: non buttiamola via, ci si possono fare dei biscotti strepitosi».

Il libro

L'idea del libro ha radici lontane: «Anni fa lavoravo per laboratorioveg.it, blog della natural food specialist Samantha Alborno, diventato poi www.cucinasamantha.it - spiega Valentina -. Mi occupavo di benessere e green life, e tanti lettori ci chiedevano esempi concreti, spunti, idee, recensioni. Da qui l'idea di scrivere un libro. Nel frattempo nel 2014 ho frequentato il Master di Giornalismo Ambientale Laura Conti, e ho collaborato con la rivista "La nuova ecologia". Ho cambiato modo di vivere e di scrivere, dunque ho rivoluzionato quella che era la prima bozza del libro, aggiungendo storie virtuose da tutta Italia e chiedendo anche al mio professore del Master, Giuseppe Barbiero, di scrivere la prefazione». 

Per questa pubblicazione, Valentina (che nel 2019 ha già pubblicato "Il ponte silenzioso" per KC Edizioni, libro solidale di testimonianze sul Ponte Morandi che ha finanziato diverse attività educative in Valpolcevera) ha collaborato con Samantha Alborno, fondatrice di www.cucinasamantha.it e vincitrice della prima edizione del programma de La5 “La ricetta perfetta”. Le illustrazioni presenti all’interno del libro sono a cura di Nora Gallia, un’illustratrice genovese con formazione da graphic and product designer.

Perché il Centro Antiviolenza Mascherona

Come già detto, il ricavato delle vendite va al centro Antiviolenza Mascherona. Perché proprio questa scelta? «Samantha ed io volevamo fin dall'inizio destinare gli introiti in beneficenza - conclude Valentina - e in questo momento cosa poteva servire? Abbiamo visto già moltissime azioni benefiche in atto volte a comprare mascherine, o ad aiutare le famiglie in difficoltà, così abbiamo deciso di dirigerci verso un settore forse meno noto, ma ugualmente bisognoso di fondi: durante il lockdown ci sono state molte donne che hanno avuto bisogno di aiuto, chiuse in casa con mariti violenti. Sono situazioni che possono diventare davvero esplosive, e che a volte vedono anche i bambini come spettatori innocenti. Così abbiamo deciso di devolvere gli introiti al Centro Antiviolenza Mascherona, che opera nella nostra città, Genova. Anche qui, sono piccole gocce che però arricchiscono il mare. Proprio come le idee per uno stile di vita più ecosostenibile».

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Incidente di caccia a Bolzaneto: muore 58enne colpito per errore

  • Travolta da uno scooter a Sant'Eusebio, muore in ospedale: «Ciao Ale»

  • All'asta le sneaker della Lidl. Anche mille euro per una taglia 38

  • Lo spettacolo della Corsica dalla Liguria: miraggio o realtà?

  • A passeggio dopo il coprifuoco: «Stiamo tornando a casa dopo una festa con amici». Multati

  • La risposta ligure alle scarpe della Lidl? Ci pensa il comico Andrea Di Marco con il Movimento Estremista Ligure

Torna su
GenovaToday è in caricamento