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Impiccheranno Geordie con una corda d'oro... in piazza San Matteo

"Geordie" è un'antica ballata britannica conosciuta in Italia per la versione cantata da Fabrizio De Andrè, ma a Genova è davvero esistito un ladro impiccato con una corda d'oro

Specialmente nel capoluogo ligure, tutti conoscono la famosissima versione di "Geordie" (ballata britannica del XVI secolo) cantata dal genovese Fabrizio De Andrè.

Il protagonista della canzone è un giovane che «non ha vent'anni ancora» e che, colpevole di aver rubato di sei cervi nel parco del re, è destinato ad essere impiccato con una corda d'oro, un «privilegio raro». A cantare, sebbene la voce sia quella di De Andrè, è la fidanzata di Geordie, che implora perché gli venga risparmiata la vita.

Forse però non tutti sanno che anche nella patria del celebre cantautore e cioè Genova, precisamente in piazza San Matteo, un ragazzo venne impiccato con una corda d'oro nel '500. Si tratta del sottufficiale Mario Calabrese, che prestava servizio sulle navi della Repubblica di Genova. L'uomo venne accusato di aver rubato una spada con l'elsa fabbricata utilizzando oro e gemme. L'arma - che recava lo stemma pontificio - era stata donata dal Papa in persona ad Andrea della nobile famiglia dei D'Oria.

Andrea, alla sua morte, venne seppellito poi a San Matteo e accanto alla sua tomba venne posizionata anche la spada, che però venne rubata. Il (presunto) ladro venne catturato successivamente e impiccato nella piazza della chiesa, utilizzando una corda d'oro.

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