Cultura

Addio al poeta Franco Loi, genovese di nascita e milanese d'adozione

Loi si era trasferito sotto la Madonnina a 7 anni per seguire il padre ferroviere

Mondo della cultura in lutto. Lunedì, all'età di 89 anni, è morto Franco Loi, uno dei poeti più noti del Dopoguerra e per distacco il più famoso tra gli esponenti della poesia dialettale milanese. 

Nato a Genova nel 1930, Loi si era trasferito sotto la Madonnina a 7 anni per seguire il padre ferroviere. Dopo un lavoro come contabile allo scalo merci di Lambrate e un paio di impieghi a La Rinascente a all'ufficio stampa della casa editrice Arnoldo Mondadori Editore, nel 1973 aveva pubblicato il suo primo libro, "I cart".

Erano poi seguiti "Poesie d'amore" e "Stròlegh", il suo capolavoro. Nel 1978 aveva scritto la raccolta "Teater" e 4 anni dopo l'opera "L'Angel", pubblicato a Genova dalle Edizioni San Marco dei Giustiniani. Molte altre sono le sue opere, tutte scritte in dialetto milanese, tra le quali "Lünn", "Liber", "Umber", " El vent", "Isman", "Aquabella", "Pomo del pomo".

Insignito dell'Ambrogino d'oro dal Comune, in più occasioni aveva raccontato la Milano del suo tempo, comprese le sofferenze del fascismo. Nel 1944, a soli 14 anni, si era infatti ritrovato ad assistere all'eccidio di piazzale Loreto, vedendo i partigiani uccisi in piazza e poi abbandonati lì, in strada. Di quell'esperienza ne aveva parlato nei suoi componimenti e in alcune occasioni pubbliche a cui era stato invitato dall'Anpi, che lo ha ricordato.

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