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Dopo il pesto al tofu, anche la focaccia diventa vegana

Da luglio sugli scaffali dei supermercati arriva la versione "vegan ok" di una delle prelibatezze della Liguria, preparata rigorosamente sotto la Lanterna con ingredienti di origine vegetale

Dopo il pesto di tofu, che ha scatenato una vera e propria “rivolta” tra i zeneizi, adesso pure la focaccia diventa vegana. Anche se la firma rimane genovese (almeno quello), perché sarà Lanterna, la ditta di via Semini specializzata proprio in prodotti da forno per la grande distribuzione, a impastarla e cuocerla.

La focaccia vegana verrà prodotta in tre varianti: quella con la cipolla di Tropea (certificata IGP), quella al timo e rosmarino, e la classica, fatta con semola di grano duro. La differenza, rispetto a quella tradizionale, sta negli ingredienti rigorosamente ed esclusivamente di origine vegetale, privi di qualsivoglia contaminazione: lievito madre, olio extra vergine di oliva, totale assenza di grassi i diktat cui Lanterna si è attenuta per ottenere il marchio Vegan Qualità Vegetariana rilasciato dall’Associazione Vegetariana Europea, massima certificazione a livello UE.

“Buona e digeribile per tutti” è il motto dell’azienda produttrice, che dopo averla impastata e cotta la surgelerà inviandola ai supermercati, che la riscalderanno e la venderanno poi nei sacchetti su cui sarà chiaramente visibile il bollino “vegan ok”. Una versione che, dando un’occhiata agli ingredienti utilizzati, non dovrebbe differire troppo da quella originale, sottile, croccante e unta al punto giusto, il cui aroma si diffonde da forni e focaccerie catturando genovesi e turisti, ma che punta a conquistare una fascia di popolazione che, vuoi per necessità, vuoi per stile di vita, spesso si vede precluse molte prelibatezze del territorio

Pesto compreso, la cui versione vegana non ha però incontrato l’approvazione dei genovesi, che nel vedere sugli scaffali la ricetta del pesto “massacrata” dalla presenza del tufo come ingrediente principale insieme con il basilico si sono sollevati in massa, scatenando un tam tam sui social network per inneggiare ironicamente alla sua scomparsa. Chissà cosa ne penseranno della focaccia…

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