Fantaghirò, la vera fiaba è genovese

Chi non ha mai visto la miniserie televisiva sulla eroina fantasy più famosa degli anni '90? I film arrivano dal racconto di Italo Calvino, il quale si ispirò a una fiaba tradizionale genovese

Alzi la mano chi - quando era piccolo negli anni '90 - non ha mai visto uno degli episodi di Fantaghirò, la miniserie televisiva fantasy che narrava le avventure della bella Alessandra Martines nei panni di una principessa guerriera dal cuore generoso.

Come forse è risaputo, la trama (almeno quella del primo film) è tratta da "Fantaghirò persona bella", racconto di Italo Calvino.

Ma lo scrittore ha preso spunto dalla tradizione popolare, in particolare da quella genovese, per parlare della bella eroina. Il personaggio di Fantaghirò o Fanta-Ghirò infatti si può trovare in parecchi libri di favole della tradizione nostrana ("Fiabe a Genova", Sagep, 1972, o "Fiabe Popolari Italiane" sezione Liguria, Oscar Mondadori, 1994, tanto per citarne un paio).

La trama è molto simile a quella del racconto di Calvino, riadattato per la tv da Lamberto Bava.

Si racconta di un re con tre figlie, una delle quali, Fanta-Ghirò, era bellissima e molto intelligente. Un giorno nel regno arrivò la guerra e il re, che era malato e senza figli maschi, si disperò pensando di non poter guidare il proprio esercito contro quello turco, nemico.

Le tre figlie si offrirono di aiutare il re travestendosi da uomo e guidando l'esercito al suo posto: si tagliarono i capelli, indossarono abiti maschili, ma le prime due, disattente, durante il tragitto svelarono la loro vera identità e vennero rimandate a casa. Fanta-Ghirò fu invece furba a tal punto da calarsi completamente nella parte, e dunque avanzò - tra mari, monti e foreste - fino a incontrare il principe nemico.

Il principe rimase subito molto colpito dalla bravura di Fanta-Ghirò con le armi, ma qualcosa non lo convinceva: l'istinto gli diceva che quel guerriero in realtà era una donna. Sottoposta a varie prove al fine di svelare la sua vera identità, Fanta-Ghirò si comportò con astuzia, e fu impossibile dire se si trattasse davvero di una ragazza, fatto che contribuì ad aumentare la stima e la curiosità del principe.

Alla fine, però, a un passo dall'essere scoperta, la principessa ricevette la notizia dell'imminente morte di suo padre. Prima di partire per recarsi al suo cappezzale, però, lasciò un messaggio nelle stanze del principe: «Donna è venuta e donna se ne va, ma il re turco conosciuta non l'ha».

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A quel punto, il principe capì che Fanta-Ghirò era, come aveva intuito, una donna, e la raggiunse per dichiarare finalmente il proprio amore e per chiederla in sposa. Non poteva mancare il lieto fine: la ragazza accettò, e i due vissero insieme felici e contenti.

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