Davide Livermore direttore del Teatro Nazionale: «Genova è una città che ha sofferto, metterò tutta la mia energia»

Tra le novità in arrivo il premio Ivo Chiesa: «Ci sono alcune cose che credo siano fondanti del teatro pubblico, come la memoria»

Il sindaco di Genova Marco Bucci consegna la spilla della città di Genova a Livermore

La notizia era già uscita da tempo, e oggi - venerdì 17 gennaio - Davide Livermore è stato presentato ufficialmente come nuovo direttore artistico del Teatro Nazionale di Genova. 

«Sono pazzo del teatro pubblico - ha detto lui - ha cambiato la mia vita. Ho patito molto gli artisti della mia generazione, o di quella prima: spesso a un certo punto molti acquisivano potere, e poi si innescava il meccanismo di "tana liberi tutti", cioè non interessava più restituire un valore a ciò che facevano. Io invece vengo da un altro tipo di cultura, mi interessa spocarmi le mani, conoscere il territorio perché da qui si parte, il Teatro Nazionale è una porta all'internazionalità, ma non dimentichiamo la dimensione locale. Vorrei attaccare "piratescamente" il territorio, far conoscere il teatro a tutti, attraverso tutti i mezzi possibili».

La prima cosa da fare, per Livermore, è entrare in contatto con il terriorio, conoscerlo: «Ho scoperto ad esempio che c'è una comunità ecuadoriana molto grande, sarebbe interessante per il teatro poter rappresentare tutta la società».

«Genova è una città che ha sofferto molto negli ultimi tempi - conclude - darò tutta la mia energia per questo nuovo incarico».

Il premio Ivo Chiesa

Tra le prime novità della direzione, il premio Ivo Chiesa: «Ci sono alcune cose che credo siano fondanti del teatro pubblico, come la memoria - ha proseguito Livermore -. Questo teatro ha una memoria straordinaria, e quest'anno ricorrono i 100 anni dalla nascita di Ivo Chiesa. Abbiamo deciso di celebrare questo anniversario con un premio, perché solo attraverso la celebrazione della memoria possiamo avere un futuro».

Una spilla con la bandiera di Genova: il benvenuto del Comune

il sindaco di Genova Marco Bucci ha dato il "benvenuto a bordo" ufficiale del Comune regalando a Livermore una spilla con la bandiera della città: «È un vero e proprio fuoriclase - lo ha definito il primo cittadino - che avrà il compito di consacrare il nostro Teatro Nazionale». Alla presentazione hanno partecipato anche il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, l'assessore regionale alla Cultura Ilaria Cavo e l'assessore comunale alla Cultura.

Chi è Davide Livermore

Classe 1966, torinese, dopo un'infanzia passata tra le rappresentazioni di Shakespeare nelle fabbriche della Torino impegnata e l'ippodromo di San Siro (è nipote di grandi fantini), e dopo una brillante carriera nel mondo del teatro a livello mondiale, Livermore prende il posto di Angelo Pastore. Regista di fama internazionale, attivo sia nell’ambito della lirica sia della prosa, ha lavorato nei principali teatri italiani oltre che per numerose istituzioni culturali straniere, da Seoul a Philadelphia, da Mosca a Bilbao. Dal 2015 al 2017 è stato direttore del Palau de les Arts Reina Sofía di Valencia.

Tra i suoi lavori più recenti, la regia dello spettacolo “Elena” di Euripide, presentato lo scorso maggio al Teatro Greco di Siracusa, a cui hanno assistito ben 70mila spettatori: «Mi fa piacere essere "pop" in certi casi - ha detto oggi - quando questo vuol dire far vedere a decine di migliaia di persone una tragedia come "Elena" di Euripide». 

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