Cultura

Il "calice", l'antica cassetta postale che raccoglieva mugugni e segreti

Dentro questa cassetta, soprannominata "calice", si potevano inserire segnalazioni anonime indirizzate a chi governava la città: lamentele su disservizi, ma anche segreti e tradimenti

"Avvisi agli Illustrissimi Supremi Sindicatori": così recita la scritta incisa sopra alcune particolarissime e antiche buche delle lettere che si trovano sparse per la città (la più famosa si trova dentro Palazzo Ducale).

Forse in molti ci sono passati davanti senza farci troppo caso: ma cos'è? I "calici" - così veniva chiamato un tempo - non erano semplici cassette per le lettere indirizzate ai governatori della città.

Si trattava di veri e propri ricettacoli di segreti: i cittadini potevano infatti infilarvi dentro lettere anonime dirette ai "Sindicatori". Provate a immaginare cosa si poteva trovare tra quella posta: molte erano segnalazioni e mugugni, ovvero lamentele, relative ai disservizi in città. Oppure utili notizie sulla vita quotidiana a Genova. Ma non mancavano - anzi erano piuttosto comuni - veri e propri bollettini (protetti dall'anonimato) che riportavano pettegolezzi e segreti.

Ai governatori spettava il duro compito di credere o meno ai contenuti delle lettere che venivano ritirate e lette ogni giorno. Un sistema che - una volta sfoltite le segnalazioni inutili - poteva rivelarsi decisamente tattico per venire a sapere cosa succedeva in città, e su quali leve agire per "ingraziarsi" il favore dei cittadini.

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