"Marco, dagli Appennini alle Ande" passando per Genova

L'anime giapponese arrivato in Italia negli anni '80 - ispirato a un racconto di Edmondo de Amicis - parla di un ragazzo genovese

Chi è nato tra gli anni '70 e '80 non può non ricordare il cartone animato giapponese "Marco dagli Appennini alle Ande", con la struggente storia di Marco Rossi che compie tremila miglia alla ricerca della mamma.

Un'avventura compiuta su navi, treni, carri, a piedi, alla scoperta di posti nuovi e tanti amici in giro per il mondo, tratta dal racconto "Dagli Appennini alle Ande" del libro "Cuore" di Edmondo De Amicis.

E proprio come nel racconto, anche nell'anime prodotto dalla Nippon Animation negli anni '70 e arrivato sulle tv italiane negli anni '80 (e curato tra gli altri da Hayao Miyazaki) Marco è un ragazzino genovese. 

E proprio a Genova infatti inizia la storia: la madre di Marco, Anna, è costretta a emigrare in Argentina per cercare lavoro e mantenere la famiglia, come tanti liguri all'epoca, mentre il padre Pietro rimane a casa a gestire una clinica medica per persone in difficoltà economica.

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Marco non ha mai accettato la partenza della madre di cui sente tantissimo la mancanza, e l'unica cosa che lo consola è che ogni volta che la nave "Michelangelo", proveniente dall'Argentina, attracca al porto di Genova, viene recapitata una lettera di Anna che scrive sue notizie. Dopo un anno dalla sua partenza, però, le lettere cessano. Marco decide dunque di lasciare la Superba e di recarsi lui stesso in Argentina alla ricerca della madre, dando inizio a un viaggio avventuroso e commovente che porterà verso l'immancabile lieto fine.

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