Cultura

Beppe Gambetta ringrazia la sua fan più fedele: 93 anni e 17 Acoustic Night

È un'abbonata storica dello Stabile e instancabile frequentatrice dei teatri genovesi. Abita a Pegli e ogni sera torna a casa da sola fino a Pegli con l'autobus

Beppe Gambetta con la signora Sauda

«Dov'è la signora Sauda?» gli spettatori si guardano attorno ma nessuno risponde, poi dal centro della sala si alza una voce: "Eccola! Eccola" e parte l'applauso «Vorrei ringraziarla perchè ha visto tutte e 17 le Acoustic Night» le dice dal palco il chitarrista. 

Finisce lo spettacolo e si aprono le uscite: «Signora Sauda prende il treno adesso?» le chiede una maschera del teatro Stabile di Genova «No, prendo l'autobus devo arrivare a Pegli» risponde la donna e, nel frattempo, alcuni ragazzi le offrono il braccio per scendere le scale. «Grazie giovanotto però adesso mi deve lasciare, ho 93 anni sa e mi sento più sicura se mi appoggio alla ringhiera». 

La signora Sauda si può definire una coetanea dello Stabile, il teatro che quest'anno ha festeggiato 65 anni, ma lei può vantare ancora più stagioni: «La conosciamo tutti a teatro - racconta Mattia Scarsi dell'ufficio stampa - i computer dicono che è abbonata dagli anni '90 ma lei c'era già quando il teatro era in piazza Marsala e i biglietti si facevano a mano». 

Cappottino nero e sciarpa elegante, l'abbonata numero uno conferma: «Ho iniziato ad andare a teatro quando avevo 30 anni e non ho mai smesso, vado a tutti gli spettacoli anche al Politeama - dice con soddisfazione - Gambetta mi piace molto, negli ultimi anni preferisco venire alla domenica pomeriggio ma questa volta c'era solo la sera».

Sono le 23.30 passate, nell'atrio ad aspettarla c'è Beppe Gambetta in persona: «Signora Lauda ci vediamo il prossimo anno allora?» si fanno una foto ricordo assieme e: «Speriamo! -risponde lei - mi fate i complimenti ma non è merito mio, adesso devo andare però altrimenti perdo l'autobus». Artisti, spettatori e maschere la salutano e lei va, da sola, alla fermata dell'Uno.

«La storia della signora Sauda - commenta Mattia Scarsi - è la dimostrazione che il teatro fa bene ed è la prova tangibile di come mantenga viva lo spirito,la curiosità e il bisogno di emozionarsi».

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