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Gli antichi sotterranei dell'Acquasola e i fantasmi dei morti di peste

A Genova nel '600 si diffuse una devastante epidemia di peste nera. Nei sotterranei dell'Acquasola, secoli dopo, vennero ritrovate migliaia di ossa umane

Furono decine di migliaia le vittime della peste nera che colpì Genova nel '600, un morbo che decimò senza pietà la popolazione cittadina. La peste in tutta Italia (e in Europa) fu un vero flagello che, raccontato nelle cronache dell'epoca - o anche in grandi romanzi come "I promessi sposi" di Alessandro Manzoni - resta vivo ancora oggi in molte storie popolari.

Solo qualche secolo dopo - bisogna arrivare alla seconda metà del '900 - studiosi e ricercatori fecero una macabra scoperta nella Superba, precisamente scendendo da un tombino e inoltrandosi in una serie di antichi cunicoli sotto la spianata dell'Acquasola. Le pareti del sotterraneo erano infatti interamente ricoperte di ossa umane.

Gli scheletri risalgono appunto all'epoca della peste, in cui di fronte ai continui decessi e all'impossibilità di seppellire tutti i cadaveri (basti pensare che il morbo uccise quasi 80mila genovesi, la stragrande maggioranza della popolazione), i cittadini decisero di allestire alcune zone come vere e proprie fosse comuni.

E probabilmente è proprio per questo che l'area dell'Acquasola, nei secoli, ha guadagnato la fama di luogo infestato dai fantasmi.

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