"Creatura di sabbia": al Duse una finestra sul mondo arabo e la condizione femminile al Duse

Dal 26 febbraio al 1 marzo al teatro Duse arriva "Creatura di sabbia".

Narrata come una favola, è la storia di una ragazza costretta dal padre a fingersi uomo in mancanza di altri eredi, e apre una finestra sul mondo arabo e la condizione femminile.

Tahar Ben Jelloun, nato nella bellissima Fès in Marocco, è una delle voci più alte e libere della poesia e della letteratura araba. Amato non solo per i suoi romanzi ma anche per gli articoli di politica internazionale sui problemi della società, le periferie urbane e il razzismo, è stato insignito del Premio Goncourt, del Premio Flaiano, e del Global Tolerance Award dal segretario delle Nazioni Unite per il famoso pamphlet "Il razzismo spiegato a mia figlia". Tra le sue opere più significative, risuonano i romanzi "Creatura di sabbia" e "Notte fatale". Ritratti sensibilissimi dell’animo umano, i due testi, con un delicato tono da favola, quasi da "Mille e una notte" – ma evocando anche Borges, Genet o Cervantes – raccontano pagine amare sulla condizione femminile nel Maghreb.

Nell’adattatamento scenico originale, "Creatura di sabbia" racconta di una fanciulla costretta a vivere in un corpo non suo: Mohamed/Zahra, cresciuta come uomo dal padre dopo la nascita di sette figlie femmine. Per conservare il patrimonio famigliare, assumendo il ruolo di capofamiglia, Mohamed accetta un matrimonio con la cugina, figlia dello zio al quale, per la legge coranica, sarebbe andata la parte principale dell’eredità. Dalla notte fatale in cui il padre muore, la fanciulla nascosta in un altro corpo, lentamente, si riappropria della sua identità: attraversando vicende estreme che la portano ad essere esibita come un fenomeno da baraccone, a subire violenza, a costruire un rapporto d’amore con un cieco, a diventare un’assassina e infine una Santa, la Santa delle sabbie.

Con la regia di Daniela Ardini, la "Creatura di sabbia" lieve e affascinante, è interpretata da una sensibile Raffaella Azim, già protagonista con registi come Franco Parenti, Giancarlo Sbragia, Luca Ronconi, Lina Wertmuller, Gabriele Lavia e Carlo Cecchi.

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