Quando il digitale scende in campo per soccorrere chi soffre

C’è anche Helpcode tra i partner di DIGITALmeet, il più grande e diffuso festival italiano sull’alfabetizzazione digitale, che dal 17 al 21 ottobre propone oltre 150 eventi e 300 speaker in 16 regioni a cura di Fondazione Comunica e Talent Garden Padova (www.digitalmeet.it). Nata a Genova nel 1988, Helpcode è un’organizzazione no profit che si occupa di cooperazione allo sviluppo e aiuto umanitario in 7 paesi (Mozambico, Nepal, Cambogia, Iraq, Libia, Tunisia e Italia).

Nell’incontro di giovedì 18 all'Albergo dei Poveri (ore 10,30, ingresso gratuito), organizzato dal Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Genova, Helpcode presenterà le soluzioni digitali introdotte per migliorare l’efficienza, l’efficacia e l’impatto degli interventi nell’ambito dell’emergenza umanitaria, a partire da quelle adottate in Libia: tecnologie di cash-transfer con cripto valute; remote sensing per gestione, monitoraggio e management da remoto in aree non accessibili agli operatori umanitari stranieri per motivi di sicurezza; remote management tramite l’app GINA per la geolocalizzazione dello staff e il reporting in tempo reale; uso di immagini satellitari in aree non accessibili per monitorare distribuzioni e accessibilità delle zone d’intervento. Helpcode ha poi curato l’identificazione di progetti di training sulla stampa 3D ai rifugiati in Iraq e proposte di digital health in emergenze complesse, che potrebbero aprire ulteriori applicazioni di nuove tecnologie in contesti emergenziali.

Dopo i saluti di Mauro Spotorno, Coordinatore del Corso di laurea magistrale in Scienze Internazionali e della Cooperazione all’Università di Genova, il dibattito entrerà nel vivo con tre interventi: Nuove opportunità dal digitale negli interventi di Helpcode, a cura di Martina Venzo, Program Manager di Helpcode; Emergenza umanitaria in Libia: esempi di nuove tecnologie applicate, a cura di Valeria Fabbroni, Program Manager di Helpcode per la Libia; Uso della Robotica in progetti umanitari e di sviluppo: un lusso?, a cura di Denise Soesilo, Consulente Tecnico di Helpode. Le conclusioni sono affidate a Fabrizio Coticchia, docente di Scienze Politiche all’Università di Genova.

L’intervento è aperto a studenti, aziende, ricercatori, enti pubblici e personale di ONG. «Le tecnologie digitali sono uno strumento sempre più importante per la comunicazione del sociale, in particolare nella cooperazione internazionale e aiuto umanitario (ICT for Development) - spiega Martina Venzo - Infatti, Helpcode ha scelto di investire nella comunicazione sui social media per promuovere le buone cause e far conoscere i nostri interventi, accanto all’utilizzo di piattaforme di crowdfunding online come strumento di raccolta fondi. Nulla può sostituire il rapporto diretto con le comunità in cui operiamo ma l’uso di tecnologie digitali quali mappature GIS, immagini satellitari e applicazioni di geolocalizzazione, permette di essere presenti in aree di difficile accesso per motivi di sicurezza o durante conflitti. Recentemente, grazie alla tecnologia blockchain possiamo tracciare l’origine dei prodotti di fair trade, trasferire denaro, assicurare i diritti di proprietà, creare identità digitali sicure e archiviare i percorsi educativi di popolazioni migranti e in guerra. Infine, il bisogno di connettività rappresenta un fattore di sviluppo per molte realtà in cui operiamo».

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