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Sportello di Accoglienza della Caritas, un punto di riferimento per chi è in difficoltà a Genova

Lo Sportello di Accoglienza è una delle realtà che può esistere grazie al contributo dell'8xmille a cui la Diocesi di Genova indirizza i fondi destinati alla Chiesa Cattolica

Lo Sportello di Accoglienza della Caritas Diocesana di Genova incontra ed ascolta ogni anno circa 1.900 persone in situazione di grave emarginazione: persone e famiglie senza dimora, persone straniere richiedenti asilo o protezione internazionale, donne vittime di tratta o di violenza familiare, persone sole, persone con problemi psichici, anziani con redditi bassi. In media, lo Sportello registra circa 5.000 accessi ogni anno. “Una presenza nel cuore della città - commenta Giuseppe Armas, direttore della Caritas Diocesana - che è ormai un punto di riferimento sia per chi si trova in una condizione fragile di vita sia per gli enti pubblici e del privato sociale. Eppure è un servizio che non è ancora pienamente valorizzato.”  

Lo Sportello di Accoglienza è una delle realtà che può esistere grazie al contributo dell'8xmille a cui la Diocesi di Genova indirizza i fondi destinati alla Chiesa Cattolica. Nel 2022 questo servizio ha comportato un impegno economico di 40.000 euro circa, per sostenere i costi relativi alle necessità sanitarie delle persone ascoltate (medicinali, visite specialistiche), all’abitare (ospitalità di emergenza, utenze in scadenza, ricariche per i cellulari), al fabbisogno alimentare, al vestiario di emergenza (soprattutto biancheria intima e scarpe) così come ai sacchi a pelo per l’inverno, oltre ai costi amministrativi per il rilascio di documenti e permesso di soggiorno e a quelli relativi alla cura degli ambienti in cui lo Sportello trova ospitalità. La preferenza espressa dai contribuenti, quindi, si traduce in una testimonianza diretta ed efficace di fraternità con coloro che vivono povertà ed esclusione.

Gli scopi dello Sportello di Accoglienza

Lo Sportello nasce nel 2014 - spiega la responsabile Monica Boccardo - come servizio promosso e coordinato dalla Caritas Diocesana al quale collaborano operatori e volontari di diverse realtà caritative della nostra città, ognuno portando la propria esperienza e formazione: una capacità di lavorare in rete che fa di questo servizio un’espressione davvero diocesana e sinodale di carità.” Ospitato presso il Centro Banchi, in Vico delle Compere 26R, lo Sportello è aperto tutte le mattine dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12. “Dividiamo ogni mattina in due parti: la prima è dedicata all’accoglienza, alla condivisione della colazione, alla cura delle relazioni con chiunque si presenti; la seconda è rivolta in particolare a quanti chiedono di essere ascoltati e indirizzati ai servizi sul territorio. Il compito dei volontari non è risolvere tutti i problemi ma incontrare la persona, ascoltarla e accompagnarla in un percorso di promozione, rendendola protagonista, al di fuori di ogni forma di assistenzialismo”. 

Lo Sportello, quindi, è per prima cosa un luogo dove si instaura un rapporto di vicinanza: consente alle persone di avere un riferimento in un contesto sociale spesso percepito come estraneo e distratto, burocraticamente complicato e lento nelle risposte. Oltre a questo, lo Sportello è anche un cassetto con tante informazioni utili sulle risorse del territorio e sugli enti che fanno rete attorno ai temi della povertà, del disagio, della salute di chi vive condizioni di esclusione così dure. “Tutto il lavoro di ascolto dei volontari dello Sportello - commenta Boccardo - viene presentato ai tavoli istituzionali che devono occuparsi della presa in carico delle persone: su molte situazioni, però, è difficile verificare l’esito del percorso avviato”. 

Lo Sportello è e deve essere sempre più uno strumento che favorisce la progettazione sociale - chiarisce il direttore Giuseppe Armas -. Evidentemente come Caritas non ci sottraiamo ai servizi di assistenza ma vorremmo sempre di più superarli. Sono due le direttrici su cui muoversi: la prima è poter partecipare di più, anche come Caritas, alla pianificazione degli interventi sociali cittadini perché siano più chiaramente orientati alla risoluzione dei fenomeni della povertà e non solo al tamponamento delle emergenze. Su questa finalità siamo disponibili a indirizzare risorse e persone. La seconda è promuovere un’assunzione di responsabilità diffusa verso le singole persone perché si possano promuovere reali processi di integrazione. A livello ecclesiale abbiamo bisogno di comunità che vivano più direttamente l’accoglienza e l’accompagnamento, l’esperienza corale della fraternità cristiana con i poveri. Come Caritas, inoltre, abbiamo bisogno di un volontariato dedicato all’accompagnamento delle persone che ascoltiamo: un volontariato da persona a persona, capace di vivere la relazione di aiuto anche al di fuori del servizio. Il sostegno allo Sportello che giunge attraverso l’8xmille è davvero fondamentale per garantirne la continuità e affrontarne i costi. Chi destina l’8xmille alla Chiesa Cattolica contribuisce ad offrire vicinanza ed ascolto alle persone che si rivolgono a noi”.

                                                

Fonte Il Cittadino

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