Lunedì, 18 Ottobre 2021
Economia

Spiagge, la Regione al governo: «Convocazione urgente sulle concessioni»

L’assessore Marco Scajola chiede al più presto un tavolo specifico a Roma per affrontare il tema demaniale

«Il governo deve al più presto convocare le regioni, come promesso dal ministro Boccia per affrontare il tema delle concessioni, il suo immobilismo in materia è un atto grave e irresponsabile». 

A pressare il governo è Marco Scajola, coordinatore del tavolo interregionale sul demanio marittimo e assessore della Regione Liguria, che ha ricordato i contenuti dell’ultima Conferenza Unificata che si era tenuta lo scorso 17 dicembre.

La convocazione era attesa per il 31 dicembre, ancora non arrivata. In compenso sono arrivate le proteste del mondo dei balneari, e l’appello del senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri a «non seguire gli esempi di Genova e Ostia», con il riferimento genovese al sequestro dei Bagni Liggia per il provvedimento di prolungamento della concessone, in contrasto, secondo la procura di Genova, con la direttiva Bolkestein.

«Quanto promesso non e' stato rispettato - sottolinea Scajola - l'esecutivo fugge dai problemi, è un atto grave e irresponsabile. Da mesi chiediamo risposte al Governo, il quale prende tempo e non mantiene gli impegni presi con i territori. In tutto questo, il Governo aumenta in maniera esponenziale i canoni minimi demaniali, mettendo così in grandissima difficolta' tante realtà, come ad esempio le associazioni sportive e il mondo della pesca". 

«Dimentica- continua Scajola- oltre 35.000 aziende italiane, che tanto più in questo periodo di emergenza, hanno bisogno di certezze e di risposte. Come Regioni riteniamo fondamentale l'applicazione della legge 145/2018, che prevede l'estensione di 15 anni delle attuali concessioni demaniali marittime. Su questo il governo deve esprimersi in maniera chiara e definitiva». 

L’appello finale è affinché «il governo rompa immediatamente il silenzio e si esprima assumendosi le sue responsabilità per tutelare migliaia di aziende, tenendo conto che è indispensabile anche rispondere all'Unione Europea che, recentemente ha iniziato l'iter di infrazione nei confronti dell'Italia».

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