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VIDEO | Leonardo, i lavoratori scendono in strada contro l’esternalizzazione

L’unità occupa circa 400 lavoratori ed è attiva nell’automazione dei sistemi di smistamento per il settore della logistica e degli aeroporti

 

I lavoratori di Leonardo (ex Finmeccanica) protestano contro l’esternalizzazione della Business Unit Automation (erede della storica Elsag). Questa mattina, venerdì 12 marzo, a Sestri Ponente si è svolta l’assemblea del personale di Leonardo al termine della quale lavoratrici e lavoratori hanno deciso di scendere in strada, preoccupati per la decisione aziendale sul futuro della Business Unit Automation. Il corteo è partito da via Albareto ed è proseguito su via Siffredi e poi in direzione via Giotto e via Hermada.

L’unità occupa circa 400 lavoratori ed è attiva nell’automazione dei sistemi di smistamento per il settore della logistica e degli aeroporti.

«La Fiom Cgil - si legge nella nota del sindacato - si oppone al disegno aziendale e ricorda come la Business Unit Automation sia fortemente radicata su Genova, città che non può permettersi di perdere altri pezzi della propria industria».

Nei giorni scorsi Leonardo aveva comunicato alle organizzazioni sindacali, la volontà di “valorizzare” la Business Unit Automation e l’apertura di una “Fase 1” in cui valutare futuri partner, dopo che l'Amministratore Delegato del gruppo aveva dichiarato agli analisti finanziari di non ritenere strategica tale Business Unit Automation. 

«Al di là di come la si voglia chiamare - aveva spiegato la Cgil - , non si può che interpretare tale operazione come la messa fuori dal perimetro, di una esternalizzazione, di tali attività in attesa di un acquirente. Tale BU, erede della storica Elsag e operante nell’automazione dei sistemi di smistamento per il settore della logistica e degli aeroporti, è fortemente radicata su Genova dove occupa circa 400 lavoratori, rappresentando uno dei pilastri della presenza di Leonardo sul territorio genovese. Come Fiom Cgil valutiamo in maniera estremamente negativa l’operazione che dichiara la volontà di rafforzare tale attività ma che praticamente, a maggior ragione nell’attuale situazione di mercato, rischia concretamente di mettere a rischio centinaia di posti di lavoro. L’Azienda dichiara che l’individuazione del partner avverrà nei prossimi mesi. Non vorremmo che qualcuno in Piazza Montegrappa pensasse di accelerare tale operazione per fare cassa senza tenere conto del costo sociale di tale operazione. Non sarebbe la prima volta come la vicenda Bailey ci ricorda. Cedere l’automazione significa mettere in discussione la presenza stessa di Leonardo a Genova, nella più classica delle logiche del carciofo sfogliato di foglia in foglia. Come Fiom ci opporremo sempre ad operazioni di questo tipo: Genova non può accettare di perdere altri pezzi della propria industria».

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