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Benzinai del gruppo Eni sul piede di guerra: proclamato sciopero di 4 ore

I gestori del gruppo incroceranno le braccia per 4 ore, dalle 15 alle 19, per protestare contro la politica dei prezzi differenziati perseguita dalla compagnia

Sciopero dei benzinai a marchio Eni il prossimo 6 aprile: i gestori degli impianti incroceranno le braccia per 4 ore, dalle 15 alle 19, per protestare contro la politica sui prezzi differenziati applicata dalla compagnia, che secondo quanto denunciato dai sindacati sarebbe in violazione con l’accordo firmato con le associazioni nel dicembre del 2014.

A preoccupare Faib Confesercenti e Figisc Confcommercio, i sindacati che hanno indetto lo sciopero, è in particolare la decisione da parte del gruppo di consentire ai singoli gestori di applicare prezzi diversi con un margine di discrezionalità che danneggerebbe non soltanto i consumatori, ma gli stessi gestori: «Riteniamo l’atteggiamento dell’azienda in palese violazione di un accordo che prevede condizioni eque e non discriminatorie che sono l’esatto contrario della politica che invece sta portando avanti l’azienda”, hanno fatto sapere in una nota i sindacati, che lo scorso 21 marzo hanno organizzato un incontro proprio a Genova con i vertici Eni per discutere della situazione».

«Gli impegni sottoscritti disegnavano una situazione che metteva tutti nelle stesse condizioni, una difesa che abbiamo portato avanti anche quando abbiamo dovuto sostenere la linea della compagnia che individuava nei servizi all’utenza lo strumento di rilancio e di valorizzazione della figura del gestore - proseguono Faib e Figisc, sottolineando differenziali di prezzo che nel caso della Spezia arrivano a 12 centesimi - Nell’incontro abbiamo inoltre denunciato questa sfrenata concorrenza delle pompe bianche, alle quali si aggiungono anche la competizione tra gestori con lo stesso marchio Eni grazie a questa politica sbagliata della compagnia».

Una politica, concludono i sindacati, che l’azienda sembra intenzionata a continuare a seguire: da qui la decisione di dichiarare lo stato di agitazione e scioperare il prossimo 6 aprile. 

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