San Martino, sindacati chiedono tavolo tecnico: prima che sia troppo tardi

Riaprire il confronto prima che la situazione peggiori: questa la richiesta della Cgil, preoccupata per il perdurare di una gestione unilaterale della struttura

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di GenovaToday

Quante brutte figure avrebbe evitato la giunta regionale se avesse dato ascolto alle tante richieste sull'ospedale San Martino, che la FP CGIL ha avanzato insieme a COBAS e lavoratori dell’IST?

Le avvisaglie non mancavano, infatti, già nel 2010, la legge regionale venne sonoramente bocciata dal Ministero della Salute perché, come dicevamo noi, disegnava un assetto pasticciato che avrebbe condotto all’impossibilità di gestire sia l’IST che l’AOU San Martino e causato la perdita del riconoscimento scientifico e relativi finanziamenti.

Così come criticammo il documento di istanza di riconoscimento del nuovo IRCCS, compilato dall’ARS a seguito dell’approvazione del nuovo testo di legge (L.R. 2/2011),  in quanto si limitava a sommare le due strutture senza individuare le attività oncologiche oggetto del riconoscimento. Il verbale della commissione ministeriale ribadì esattamente questo concetto e ridusse il numero di strutture ospedaliere che potevano ottenere il riconoscimento da 13 a 7, ed il numero di posti letto da 670 a  267.

Ora anche il piano di riorganizzazione, su cui abbiamo tentato più volte di intervenire, è stato fortemente criticato dal Ministero per le stesse motivazioni da noi espresse: si sta organizzando un Ospedale e non un IRCCS, non si sta rispettando quanto richiesto nel verbale della commissione di verifica ministeriale, manca la definizione chiara della struttura organizzativa del nucleo oncologico.

Bene, tutto questo avrebbe potuto essere evitato se fossero stati organizzati i tavoli tecnici che più volte abbiamo chiesto o anche solo se fossero stati letti e tenuti nella dovuta considerazione i numerosi comunicati e documenti prodotti da noi insieme ai lavoratori.

A questo punto riteniamo necessario che qualcuno si assuma la responsabilità di scelte unilaterali che, come abbiamo più volte denunciato, rischiano di distruggere l’unica struttura di ricerca oncologica ligure e l’Ospedale più grande della Regione, con la perdita di diversi milioni di finanziamento, ammetta gli errori, riapra il confronto e cominci ad ascoltare.

Torna su
GenovaToday è in caricamento