Salone Nautico 2016, l'edizione della ripresa: «Lasciare andare Genova sarebbe folle»

Presentata in mattinata alla presenza delle istituzioni la 56esima edizione della kermesse dedicata alla nautica. Che parte sotto i migliori auspici, nonostante le polemiche degli ultimi giorni

La bellezza del mare dal 1962”: uno slogan che inneggia alla tradizione e all’esperienza nautica della Superba, quello con cui in mattinata è stata presentata la 56esima edizione del Salone Nautico, in scena alla Fiera dal 20 al 25 settembre, su cui ormai da qualche mese - ma soprattutto negli ultimi giorni - aleggia lo spettro della polemica, dopo l’uscita di 15 aziende aderenti a Nautica Italiana prima da Ucina, lo scorso settembre, poi da Confindustria, un addio comunicato pochi giorni fa. Eppure, sia per Carla De Maria, presidente di Ucina, sia per Giovanni Toti e l’assessore al Turismo Carla Sibilla, oggi presenti a Villa Lo Zerbino per «dare concretamente appoggio» e «fare sistema» con gli operatori del Salone, quella del 2016 sarà un’edizione all’insegna della ripresa, che non deve lasciare spazio alle polemiche, ma deve confermare il ruolo strategico di Genova nella promozione e nella valorizzazione del comparto.

«Per questo Salone c’è attesa, perché sul Salone di Genova si è detto e scritto di tutto, ma in questo contesto che potrei definire disturbato, usando un eufemismo, Ucina ha lavorato tanto - ha spiegato la De Maria - Non è stato facile, ma i dati sono positivi, finalmente in crescita dopo 8 anni davvero difficili, e crediamo che il Salone a oggi sia l’unico valido strumento per promuovere il settore. Per questo ci siamo battuti, sentendoci a volte anche soli. Ma devo dire che le cose sono cambiate, e che le istituzioni si sono schierate al nostro fianco per fare ciò di cui il Salone, e la città, avevano bisogno».

E proprio alle istituzioni presenti in sala Ucina ha lanciato un invito, quello alla concretezza, per «vedere realizzato uno sforzo comune», che il governatore della Liguria e Carla Sibilla, presente in rappresentanza di Tursi, hanno raccolto: «Nonostante le polemiche che negli ultimi tempi girano intorno al mondo della nautica, le istituzioni hanno saputo fare sistema al di là del colore politico e delle diverse vedute - ha spiegato Toti - Il Salone è una cosa che non si può e non si deve perdere, soprattutto se, per la prima volta dopo anni, arriva qualche timido segno di ripresa. Ciò non toglie che nulla è immutabile, e che non si può prevedere il futuro, ma noi faremo di tutto per far restare il Salone a Genva, migliorandolo, modernizzandolo e allargandolo anche ad altri ambiti».

Tra gli strumenti cui la Regione sta lavorando insieme con Ucina, tra cui l’addio a Saloni Nautici, la società che sino a oggi ha raccolto gli organizzatori della kermesse, in favore di un’altra società «aperta a tutti, in cui tutti avranno la possibilità di esprimere idee e opinioni costruttive. Le istituzioni hanno saputo fare sistema, contrariamente a quegli imprenditori che puntano il dito contro facendo polemica e mancando di agire. Non è accettabile rompere un giocattolo su cui tanti vivono - ha concluso Toti - Non consentiremo a nessuno di mettere in discussione una cosa così importante, il Salone Internazionale della Nautica è Genova».

Affermazione sostenuta anche dai dati: stando a una ricerca di Silea, la società che raccoglie il 90% delle società di leasing italiane, a valle del Salone Nautico del 2015 sono stati stipulati oltre 50 milioni di contratti, e nei primi 5 mesi del 2016 il numero è salito del 44%. In generale, il comparto è cresciuto del 12%, un’inversione di tendenza che arriva dopo anni di crisi, cui ha contribuito anche il mercato italiano, che nel 2014 rappresentava il 2% del fatturato totale. Il trend positivo è confermato proprio dal ritorno al Salone 2016 di storici marchi italiani, ma anche di tanti costruttori stranieri decisi a partecipare alla nuova edizione.

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E a investirvi, come dimostra l’aumento del 57%: «C’è decisamente voglia di ricominciare - ha confermato soddisfatta Carla De Maria - Il Salone quest’anno avrà più presenze, abbiamo il 21% di conferme in più, e più varietà, con tanti costruttori che presenzieranno con diverse barche, non soltanto per fare presenza. Uno studio della Bocconi ha dimostrato che ogni euro investito nel Salone dai costruttori corrisponde a 10 euro investiti sul territorio. Dati questi presupposti, lasciare andare Genova sarebbe una follia: questo Salone, che ha resistito anche durante i momenti peggiori della crisi, al momento non ha alcuna alternativa in grado di superarlo. Se e quando arriverà, penseremo se agire di conseguenza. Ma sino ad allora continueremo a difenderlo».

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