Parte il countdown per i saldi, l'appello dei commercianti: «Comprate nei negozi di quartiere»

Abbigliamento e accessori restano in cima ai desideri per chi fa shopping scontato, ma la partenza così vicina al Natale ostacola insieme con le promozioni, gli e-shop e il clima troppo "mite"

Sono meno della metà gli italiani che hanno confermato l’intenzione di fare acquisti nei saldi invernali 2020, con un budget che supera di poco i 150 euro. Il dato arriva da uno studio condotto da Swg per Confesercenti, in vista del fischio d’inizio dello shopping scontato, fissato in Liguria e in gran parte delle regioni italiane per sabato 4 gennaio.

La partenza pre-Epifania è stata stabilita proprio perché lunedì, primo giorno possibile per i saldi, è un festivo. E così, i saldi partiranno quando ancora non sono stati smaltiti i “bagordi economici” del Natale, anche se molte persone hanno deciso di posticipare l’acquisto dei regali proprio in virtù degli sconti così ravvicinati. La previsione, comunque, è cautamente positiva, anche alla luce delle tante offerte che arrivano anche nel periodo pre-saldi (nonostante che non si possa, da regolamento regionale, fare offerte promozionali nei 45 giorni precedenti) e della concorrenza spietata dei negozi online.

Saldi invernali 2020, il meteo "ostacola" le vendite

«Pur essendo stato un Natale tutto sommato in linea con le aspettative, l'eccesso di attività promozionali, alcune volte anche oltre il limite consentito dalla normativa, rischia di andare a svilire in parte il significato originario dei saldi - ha confermato Francesca Recine, presidente di Fismo Confesercenti Genova -. Difficile, infatti, trovare reali novità, se tutto è già stato scontato. È quindi necessario effettuare una seria riflessione, a partire dall'utilità di un inizio delle vendite ribassate così a ridosso del Natale. Se si trattasse infatti di un vero saldo di fine stagione, avrebbe sicuramente un appeal diverso.

A livello nazionale, lo studio ha accertato che il 41% degli italiani avrebbe già programmato di approfittare dei saldi (l’8% in più rispetto al Black Friday, ma il 7% in meno rispetto al 2019) per acquistare uno o più prodotti, prevedendo un budget medi di 168 euro a persona. Aumenta invece dal 37 al 41% la quota di consumatori che deciderà se acquistare sul momento, in base alle offerte. 

Stando a Confesercenti, i dati sono influenzati in primis dal meteo invernale più mite del solito in molte aree di Italia, ma anche dalla concorrenza rappresentata dalle tante offerte prenatalizie e natalizie, a partire proprio da un Black Friday particolarmente ravvicinato, caduto a meno di un mese dal Natale.

«Più in generale - ha aggiunto Recine - questa continua corsa allo sconto non fa sicuramente bene al comparto, generando confusione anche nel consumatore: è necessario rilanciare il settore valorizzando la qualità del prodotto e sensibilizzando i consumatori ad una maggiore consapevolezza per quello che si acquista, come altri settori hanno saputo fare in questi anni».

Saldi invernali a Genova: si punta su abbigliamento accessori e tech

Anche Confcommercio, che ha a sua volta commissionato uno studio secondo cui ogni famiglia in Italia spenderà in media circa 324 euro per l'acquisto in saldo di articoli di moda, guarda con cauto ottimismo ai saldi, imputando al clima il possibile calo delle vendite. 

«Le vendite di invernali sono state rallentate dalle temperature elevate, ma auspichiamo una buona riuscita dei saldi invernali soprattutto presso i piccoli negozi di vicinato di qualità che, come sempre, offriranno ai clienti qualità e competenza a prezzi allettanti - spiega il presidente di Federmoda Confcommercio Genova, Gianni Prazzoli - La previsione è che, con questi saldi, riparta la corsa allo shopping e si possa riscontrare un buon effetto sui consumi. Sono molte le imprese che abbiamo raggiunto per dare informazioni, dettagli e materiale informativo sui saldi e, anche in questa occasione ci siamo resi conto di quanto sia prezioso il lavoro dell’associazione per raggiungere in maniera capillare gli operatori».

Le stime parlando di un 43% dei consumatori che acquisterà per meno di 100 euro, mentre il 47% spenderà tra il 100 ed i 300. Solo il 6% ha previsto una spesa tra i 300 ed i 500 euro, mentre il 4% più di 500 euro. Nonostante la crescente concorrenza del web, i saldi rimangono un evento legato soprattutto ai negozi fisici, scelti dai consumatori 8 volte su 10: il 33% degli acquisti dei saldi avverrà infatti in una grande catena o presso negozi brandizzati, seguiti da vicino dai negozi indipendenti, cui si rivolgeranno il 28% dei clienti. Il 22% sceglierà infine un outlet, mentre solo il 17%, invece, cercherà l’affare scontato sul web.

Quest’anno, in cima ai desideri degli italiani ci sono le scarpe: è la spesa prevista dal 47% di chi ha già deciso di comprare. Seguono prodotti di maglieria (45%), capispalla (27%), capi di camiceria (26%), magliette e intimo (entrambi al 22%). Ma c’è anche un 15% in cerca di borse ed un 12% di altri accessori, dalle sciarpe alle cinture.

A prescindere dagli acquisti, lo shopping nei negozi di vicinato resta fondamentale per rinvigorire un tessuto economico che fatica a tenere il passo con gli acquisti online e con le promozioni “all year long” che spesso offrono gli e-shop (e non solo): «Siamo fiduciosi che le persone riconoscano nei nostri negozi dei punti di riferimento di qualità e che anche quest’anno decidano di fare shopping da noi - conferma Manuela Carena, vice presidente Federmoda Confcommercio - Invitiamo i cittadini ad investire nei nostri “saldi sostenibili” per fare acquisti consapevoli dal punto di vista non solo socio-economico, ma anche etico-ambientale. Comprare “sotto casa” nei negozi di prossimità, quelli che animano le nostre vie, i nostri centri, le nostre città, è da tempo il nostro slogan. I prezzi, inoltre, sono molto competitivi. Comprare nei negozi sotto casa è certamente più sostenibile dal punto di vista ambientale e decisamente molto più stimolante dal punto di vista relazionale rispetto all’asettico acquisto online».

Saldi invernali, come comportarsi con i negozianti

Proprio in occasione dei saldi le associazioni hanno nuovamente diffuso una sorta di “vademecum” per l’acquisto intelligente e senza rischi, ricordando che:

- cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (art. 1519 ter cod. civile introdotto da D.L.vo n. 24/2002). In questo caso scatta l'obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.

- Indicazione del prezzo durante i saldi: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.

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