Domenica, 17 Ottobre 2021
Economia

I saldi chiudono in calo. Confcommercio: «Sbagliato abolirli, cambiamo strategia»

Dopo 45 giorni di acquisti scontati arriva il momento del bilancio. Che non è dei migliori: calo delle vendite rispetto al 2017 del 5%. Ma per i commercianti abolirli sarebbe un errore grave

È finito domenica 18 febbraio il “tour de force” dei saldi invernali, 45 giorni di sconti e occasioni che non hanno però portato il risultato sperato: come confermato da Confcommercio, rispetto allo scorso anno le vendite, a livello nazionale, hanno registrato un calo del 5 - 6%, e a Genova non è andata meglio.

Calo tra il 5 e il 6%

«Sicuramente non è andata come speravamo - ammette Manuela Carena, vice presidente vicario Federmoda - I saldi, sia invernali sia estivi, hanno perso un po’ di appeal. Confcommercio e Confesercenti continuano comunque a ritenerli un valido strumento che compone il 30% del fatturato annuale, e ci teniamo a chiarire che non siamo affatto d’accordo con un’eventuale abolizione». 

Nessuno tocchi i saldi, insomma, e poco importa se quest’anno gli incassi sono stati inferiori rispetto al 2017: «Come commercianti dobbiamo fare i conti con diversi fattori, innanzitutto con la concorrenza sleale spesso esercitata dalle grandi catene - conferma Carena - Nonostante il divieto di fare sconti e promozioni nei 40 giorni precedenti all’inizio dei saldi, molti marchi lo aggirano, accettano la multa, che è di circa mille euro, e iniziano a diminuire i prezzi sui cartellini già nelle settimane prima dell’inizio ufficiale. Una concorrenza che i piccoli negozi di quartiere non riescono a contrastare, perché per noi una multa da mille euro incide eccome sul bilancio».

Confcommercio: «Più controlli e multe salate per chi sgarra»

La proposta di Confcommercio, dunque, è quella di partire proprio dai controlli per migliorare la resa dei saldi: «Partendo dal presupposto che ci sono anni in cui va meglio e anni in cui va peggio, è fondamentale fare pressing sulla Regione affinché intervenga sul regolamento - prosegue Carena - La multa in caso di violazione dei termini per le promozioni dovrebbe essere proporzionale all’azienda cui viene fatta. Ma è importante che che i commercianti stessi si adeguino all’attuale momento storico, e capiscano che non è più sufficiente appendere un cartello sulla vetrina con scritto “saldi”: bisogna mettere in campo strategie di marketing per conquistare la clientela, usare la comunicazione. I negozi oggi non so più botteghe, ma piccole imprese che vanno valorizzate il più possibile».

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