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Economia

Coronavirus, la Fipe lancia uno sportello di aiuto psicologico per i ristoratori

L’iniziativa è stata adottata a livello nazionale per dare supporto ai piccoli imprenditori messi in ginocchio dalla pandemia

Uno sportello psicologico per supportare i ristoratori messi in ginocchio dalla pandemia: l’iniziativa è di Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi), che ha voluto in questo modo manifestare sostegno alla rete italiana di pubblici esercizi.

Il nuovo servizio di supporto psicologico “Pronto, ci sono!” è uno sportello telefonico gratuito di counseling, gestito dagli psicologi professionisti del Centro Paradoxa di Treniso, che si pone come obiettivo principale quello di ascoltare gli imprenditori associati alla Federazione nel racconto delle difficoltà che stanno vivendo, per poi aiutarli a valorizzare le risorse a loro disposizione.

In Liguria, i ristoratori hanno più volte lanciato l’allarme sulle conseguenze che la pandemia e il successivo lockdown hanno avuto sull’economia: i mesi estivi hanno tamponato leggermente le perdite, ma l’emorragia di denaro, tra spese e chiusure, per molti è diventata talmente grave da costringere alla chiusura. La recente ordinanza riguardante il centro storico, firmata qualche settimana fa per contenere un cluster nato proprio tra i vicoli, ha esacerbato una situazione già complessa per i ristoratori e i titolari di attività commerciali della città vecchia.

«Gli effetti devastanti della pandemia sulla tenuta psicologica degli imprenditori che operano nei settori maggiormente colpiti dal lockdown e dalla crisi economica non possono più essere sottovalutati - spiega  Valentina Picca Bianchi, presidente delle Donne Imprenditrici di Fipe Confcommercio- Per questo abbiamo deciso di attivare un servizio di supporto dedicato ai titolari dei pubblici esercizi, che negli ultimi mesi hanno dovuto fare i conti con uno stravolgimento della loro attività e con un drammatico crollo dei fatturati. Non siamo automi: la recente risalita dei contagi rappresenta un ulteriore fattore di preoccupazione per chi ha investito tempo, fatica e denaro nel suo locale e che ha la responsabilità non solo della sua famiglia, ma anche dei dipendenti. Se vogliamo davvero rialzare la testa, abbiamo il dovere di garantire anche la tenuta psicologica delle persone».

«Il bilancio del 2020 per i pubblici esercizi è impietoso - aggiunge Picca Bianchi - 22 miliardi di fatturato persi, 50mila imprese a rischio e 300mila posti di lavoro in bilico. Eppure le scadenze fiscali, gli stipendi da pagare, gli affitti da onorare, restano. È comprensibile che le persone possano sentirsi mancare la terra sotto i piedi e perdere di vista i propri obiettivi. Noi abbiamo deciso di costruire per loro un luogo sicuro dove per prima cosa parlare e poi ritrovare l’equilibrio necessario a ripartire. La sfida più grande è quella di intercettare le situazioni a rischio e stimolare una nuova prospettiva negli imprenditori».

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