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Economia

Liberalizzazione concessioni balneari: preoccupazione per gli stabilimenti genovesi

La sentenza del Consiglio di Stato che ha messo la parole fine ai rinnovi automatici delle concessioni delle aree balneari ha provocato le reazioni della politica e degli operatori preoccupati dai nuovi bandi di gara

Due sentenze del Consiglio di Stato, arrivate il 9 novembre scorso, hanno dichiarato illegittimo il rinnovo automatico delle concessioni balneari, disponendo che a partire dal 2024 gli operatori che vorranno aggiudicarsi spiagge demaniali dovranno partecipare e vincere dei bandi di gara pubblici.

Un provvedimento che avrà un forte impatto nel mondo economico ligure, che conta circa quattromila imprese e oltre 35mila lavoratori impiegati nel settore balneare turistico e ricreativo.

La sentenza ha provocato accese reazioni sia nel mondo politico che nelle associazioni di categoria. Uno dei primi commenti è arrivato dal presidente di Fiba Confesercenti Liguria Gianmarco Oneglio, che in una nota ha dichiarato:

“Fiba Confesercenti Liguria sottolinea l’eccezionalità della sentenza e ne evidenzia il carattere per molti versi più politico che giuridico: solo nella nostra regione, sul tavolo ci sono 3950 concessioni turistico-ricreative, di cui 1275 per stabilimento balneare e 40 per porticcioli, e 35mila posti di lavoro senza considerare l’indotto.”

Oneglio ha poi dichiarato la necessità di avviare un dialogo con le parti politiche per definire una legge che possa riordinare il settore che la categoria chiede a gran voce da molti anni.

Sulla questione è intervenuto anche Marco Scajola, assessore regionale e coordinatore del tavolo interregionale del Demanio, che ha annunciato un incontro in videoconferenza tra Governo e regioni. Nella riunione che si terrà il prossimo martedì 16 novembre, si parlerà delle conseguenze per il settore della sentenza del Consiglio di Stato. Queste le parole di Scajola:

“Una decisione che ha creato preoccupazione nel comparto turistico balneare. L’obiettivo è capire quali potranno essere le azioni che il Governo intende intraprendere per affrontare una situazione preoccupante in un comparto che oggi più che mai ha bisogno di certezze e di investimenti. Ringrazio il Ministro Garavaglia per aver risposto immediatamente alla nostra richiesta di confronto. Come Regioni siamo disponibili a collaborare con il Governo per arrivare ad una soluzione che dia certezze all’intero settore balneare.”

La sentenza del Consiglio di Stato ha dichiarato l’illegittimità delle proroghe automatiche delle concessioni balneari perché contrarie alle norme europee sulla concorrenza. In particolare il riferimento è alla direttiva Bolkestein del 2006 che prevede proprio l’affidamento di concessioni di beni pubblici, come le spiagge e i litorali, attraverso procedure di gara aperte a tutti gli operatori.

Questa norma europea, formalmente vincolante anche in Italia fin dalla sua pubblicazione, è stata fino ad oggi disapplicata. Un tema molto delicato, tanto che perfino nel disegno di legge sulla concorrenza, proprio ora allo studio del Governo, la norma sulle concessioni balneari è stata eliminata dal testo.

La pronuncia dei giudici amministrativi ha però cambiato tutto, le concessioni attualmente in vigore potranno essere prorogate solo fino al 31 dicembre 2023, dopodiché scadranno e dovranno essere assegnate con gara. Il Consiglio di Stato ha dichiarato anche l’illegittimità della norma della legge di bilancio del 2019 che prorogava le concessioni addirittura fino al 2034.

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