Tassisti genovesi sul piede di guerra: "No alla liberalizzazione"

Dopo la protesta in piazza De Ferrari non si placa la battaglia dei tassisti contro la liberalizzazione prevista dal governo Monti: "Il lavoro è in calo del 40%, aumentare le licenze è un suicidio"

Tassisti sul piede di guerra contro la liberalizzazione del settore e l'implementazione delle licenze. Un centinaio di taxi hanno bloccato ieri piazza De Ferrari, abbiamo assistito a una dura protesta che ha mandato in tilt il centro cittadino con macchine parcheggiate a casaccio e tassisti in corteo per strada per protestare contro le liberalizzazioni previste dal governo Monti: “Se si liberalizza nel senso di aumentare il numero di licenze, non c’è il posto materiale per tenere le macchine e non c’è proprio la domanda”, è la dichiarazione di un tassista furioso.

Per Valerio Giacopinelli, coordinatore Taxi Italiani, la proposta dell’antitrust di raddoppiare il numero di licenze nelle varie città non è fattibile. Neppure la misura prevista di una licenza gratuita come forma di rimborso riscuote successo tra i tassisti: “Non vuol dire niente, anzi – spiega Giacopinelli – 869 taxi che ricevono buonuscita sono altre 869 licenze, il che vuol dire 1900 macchine in una Genova che non ha lavoro ed è in pieno stato di crisi. Noi ci stiamo adoperando, lavoriamo con il Comune e con gli agenti privati ma il lavoro è calato del 40 per cento”.

Il coordinatore dei tassisti riporta l’esempio del Salone Nautico: “Abbiamo rafforzato il servizio ma i dati hanno confermano la riduzione della domanda con il 35 per cento in meno di espositori”.

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Oggi la grande marcia su Bologna dove, nella sede della Legacoop, si riuniscono centinaia di tassisti provenienti da tutt'Italia per "analizzare le conseguenze della liberalizzazione, e decidere quali forme di mobilitazione attuare" dice Marino Masucci, coordinatore nazionale per la Fit Cisl. 

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