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Economia

Porto, al via il progetto di elettrificazione delle banchine

I lavori sono stati assegnati a Nidec ASI, cui fa capo Ansaldo Sistemi Industriali. Entro il 2025 tutti i porti europei dovranno adeguarsi alle direttive anti inquinamento dell'Unione Europa

Il futuro passa dall’elettrico, anche in porto. Ed è per questo che quello di Genova ha deciso di avvisare il progetto di elettrificazione delle banchine, una rivoluzione green finalizzata ad alimentare le navi ormeggiate riducendo l’impatto ambientale. 

I lavori sono stati assegnati alla Nidec ASI, azienda nata nel 2013 con l’acquisizione di Ansaldo Sistemi Industriali da parte del gruppo Nidec: un contratto del valore di 8 milioni di euro siglato con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, che consentirà alle navi di attingere l’energia direttamente dalle banchine, senza accendere i motori di bordo.

Con l’avvio dei lavori per la realizzazione del cosiddetto sistema “Shore to ship”, anche il Porto di Genova si adegua dunque alle direttive dell’Ue,  che dal 2003 aveva invitato i porti ad adottare le banchine elettrificate per ridurre le emissioni inquinanti e acustiche. Una direttiva cui tutti i porti europei dovranno adeguarsi entro il 2025. Nidec ASI ha già firmato un progetto simile per il porto di Livorno, considerato uno dei pochi all’avanguardia insieme con quelli di Los Angeles e San Francisco (California), Juneau (Alaska), Göteborg (Svezia), e Lubech (Germania). Per l’elettrificazione della banchina del porto di Livorno, l’azienda ha fornito nel 2013 un drive a frequenza variabile per la realizzazione di un impianto che abbatte le emissioni navali e riduce l’inquinamento, fornendo energia elettrica da terra alle navi da crociera ferme in porto.

Per il porto di Genova il gruppo fornirà invece due convertitori statici di frequenza da 6 MVA che, con i sovraccarichi richiesti, possono arrivare a 12 MVA, i quadri e trasformatori MT e BT, i conduttori di connessione per le varie apparecchiature e le componenti accessorie. La particolarità dei sistemi di Nidec Asi, infatti, è quella di adattare tensione e frequenza della rete elettrica nazionale al fabbisogno delle singole navi. Una volta realizzato il progetto, Nidec seguirà le opere civili, i montaggi, la messa in servizio e l’assistenza tecnica funzionali per i prossimi 10 anni.

«Questo progetto rappresenta per noi un traguardo fondamentale rispetto alla riduzione dell’impatto ambientale delle attività portuali, tema centrale per promuovere un modello di sviluppo sostenibile in un Paese come l’Italia, con 7500 km di coste e 42 grandi porti - ha spiegato  Kaila Haines, marketing e PR Director di Nidec ASI - La trasformazione dei porti nell’ottica di una maggiore sicurezza e di un risparmio energetico può, inoltre, contribuire ad attrarre un più elevato numero di navi da crociera, con impatti positivi per il commercio e il turismo».

Il tema del rinnovamento e della riqualificazione delle banchine e dei punti di attracco era già stato oggetto di discussione in consiglio Comunale, alla luce delle indiscrezioni su un possibile addio di Msc Crociere al Porto di Genova per spostarsi alla Spezia proprio a causa delle difficoltà legate a pontili crollati e bitte di attracco spezzate alla Stazione Marittima, ed era stato affrontato anche dal sindaco di Genova, Marco Bucci, e dal governatore ligure Giovanni Toti in occasione dell’annuncio del ritorno di Costa Crociere nel capoluogo ligure dopo quasi 15 anni di assenza: «Il ritorno a Genova è simbolico, da anni ormai la Costa non faceva scalo in città - aveva detto Toti - Confidiamo che sia un rapporto che continuerà anche grazie al lavoro portato avanti dall’Autorità Portuale per costruire nuove banchine e rendere il porto più ospitale per le navi da crociera».

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