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Nuova diga foranea, si apre il dibattito pubblico

La realizzazione del progetto permetterebbe al porto di fare un salto di qualità, aprendosi anche alle maxi navi e incrementando così in maniera notevole i suoi scambi commerciali

Sabato 9 gennaio si apre il dibattito pubblico sul dossier di progetto per la nuova diga foranea del porto di Genova. «La nuova Diga Foranea del porto sarà importante non solo per Genova ma anche per l'Italia e per i traffici di tutta l'Europa - ha dichiarato il sindaco Marco Bucci -. Un progetto importante, che non è solo un 'muro' che ci protegge dalle onde ma può essere anche una sorgente di energia. Gli incontri per il dibattito pubblico inizieranno domani, tutti online: coinvolgeranno tecnici, enti e stakeholders in un percorso virtuoso di confronto. Guardiamo avanti, teniamo le menti aperte e raccogliamo tutte le opportunità per dare a Genova un ruolo importante del mondo».

Per partecipare a questo primo incontro sarà sufficiente collegarsi alla videoconferenza zoom dell’incontro cliccando qui. Quello del 9 gennaio sarà il primo di una agenda di 4 appuntamenti pubblici online, aperti come detto alla cittadinanza e ai principali stakeholder coinvolti nella realizzazione del progetto, che si estenderà per tutto il mese di gennaio e per la prima settimana di febbraio. Per maggiori informazioni visitare il sito dpdigaforanea.it.

«La nuova diga di Genova è un'opera strategica fondamentale - ha detto il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti -, un prerequisito perché tutto quello che stiamo costruendo a monte vada a sistema e possa essere sfruttato al cento per cento delle proprie possibilità: non farla renderebbe meno efficaci e produttive le grandi somme di denaro già investite per attrezzare una logistica a terra che nei prossimi anni sarà competitiva con le migliori logistiche d'Europa. Penso al Terzo valico, alla moltiplicazione dei binari in porto nel bacino di Sampierdarena e in altre aree portuali, al potenzialmento della Stazione marittima per le crociere».

«Mi auguro - prosegue Toti - che la realizzazione cominci il più presto possibile, anche per dare sostanza al Recovery fund: da un lato è necessario stabilire con esattezza dove investire i soldi, dall'altro dobbiamo dare al paese la possibilità di realizzare le opere finanziate in un tempo ragionevole. Ce lo chiede l'Europa, ma ce lo chiedono soprattutto il buon senso e la situazione della nostra economia, che non consente di perdere ulteriore tempo soprattutto per opere strategiche come questa: il porto di Genova compete con i porti del mondo e il mondo non ci aspetta». 

«La corsa all'efficientamento del nostro sistema economico - Toti fa eco a Bucci - riguarderà non solo l'Italia e l'Europa ma tutto il mondo: stare sul pezzo nei tempi giusti ci consentirà di partire allo stesso livello degli gli altri paesi o anche, auspicabilmente, prima di altri e quindi giocarci la grande partita della ripresa. Si tratta di obiettivi ampiamente condivisi dalle forze politiche e sociali della città e dagli stakeholder del porto. Essere qui oggi ha un significato anche simbolico: è partita da pochi giorni la più grande campagna di vaccinazione che abbia mai interessato il nostro paese, che speriamo ci dia presto la possibilità di tornare a ragionare su orizzonti più a lungo termine. La guerra quotidiana di questi mesi contro il virus non ci ha distolto dal programmare anche quest'opera: è un segnale di maturità del sistema e di ottimismo per il futuro».

«Ringrazio - ha concluso Toti - chi ha lavorato con grande passione per far partire quest'opera. Stiamo vivendo un momento storico per la nostra città e la nostra regione».

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