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Il "pesto al mortaio" punta a diventare Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco

È stato ufficialmente compiuto il primo passo che potrebbe condurre all’iscrizione del “pesto genovese al mortaio” nella lista Unesco del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità

È stato ufficialmente compiuto il primo passo che potrebbe condurre all’iscrizione del “pesto genovese al mortaio” nella lista Unesco del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.

Procedura. La procedura per l’inserimento di un sito nella lista dell’UNESCO segue un iter di valutazione che ha avvio con la presentazione della relativa domanda da parte di chiunque ne abbia interesse (istituzioni, enti, amministrazioni pubbliche, associazioni e altri soggetti) alla CNIU, acronimo di Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO. Questa provvede ad assegnarla ai Ministeri ritenuti competenti per materia, che avviano l’attività istruttoria ed entro il termine di 180 giorni, se l’esito è favorevole, le propongono la presentazione immediata della candidatura all’UNESCO.

La domanda per candidare il pesto a diventare Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità è stata consegnata in questi giorni alla CNIU dall’associazione culturale Palatifini, che ha seguito la procedura in nome e per conto di Regione Liguria, Comune di Genova e Camera di Commercio. Entro metà  maggio, attraverso un percorso che coinvolgerà la Commissione Nazionale Italiana Unesco e gli uffici preposti del Ministero dei Beni Culturali, del Ministero dell’Agricoltura e infine del Ministero degli Esteri si saprà se il pesto al mortaio potrà accedere alla fase successiva dell’iter per conseguire l’importante riconoscimento.

Motivazioni. La candidatura per l’inserimento nelle Liste UNESCO deve essere supportata da motivazioni fondate e specifiche.

Per quanto concerne il pesto al mortaio è stato giudicato rilevante lo svolgimento di un “Campionato mondiale di pesto genovese”, ideato e organizzato dall'associazione culturale Palatifini. Una manifestazione che nel prossimo aprile giungerà alla sua sesta edizione e che ha contribuito a diffondere nel mondo l’antica tradizione della preparazione del condimento ligure.

Tempistica. L’eventuale conseguimento del riconoscimento potrebbe richiedere dai due ai quattro anni.

Vantaggi. L’inserimento del pesto nelle Liste dell’Unesco aiuterebbe a salvaguardare la genuinità di usanze, costumi e cultura della nostra terra e a rafforzare la tradizione dell’uso del mortaio.

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