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Lunedì, 16 Maggio 2022
Economia

Liguria, in un anno persi 6.469 posti di lavoro

Nell'ultimo anno, secondo i dati Istat, gli occupati nella nostra regione sono scesi da da 609.550 nel 2016 agli attuali 603.081

In Liguria c'è sempre meno lavoro. Questo è il dato, allarmante, che emerge dai dati diffusi dall'Istat, e analizzati dalla Cgil, sull'andamento del mercato del lavoro in Italia nel 2017. Nell'ultimo anno gli occupati in Liguria sono scesi da da 609.550 nel 2016 agli attuali 603.081 (- 1.1 per cento rispetto al 2016) con una perdita di 6.469 posti di Lavoro. Un dato in controtendenza rispetto a quello positivo del Nord-Ovest e della media nazionale con + 76 mila occupati (+ 1.1 per cento) nel primo caso e + 265 mila (pari al + 1.2 per cento) nel secondo.

L'analisi della Cgil

Analizzando il dato emerge che la diminuzione degli occupati è tutta legata al lavoro indipendente (- 6.8 per cento pari a – 11.611 unità), mentre tiene quello dipendente (+ 1.2 per cento pari a 5.143 unità). Marco De Silva, responsabile dell’Ufficio economico di Cgil Liguria ha elaborato i dati Istat e ha sottolineato: «Il tracollo dell’occupazione indipendente nel suo complesso cioè di imprese, commercianti, artigiani, partite Iva ed occupazioni occasionali fanno presumere che una quota significativa di lavoro nel corso del 2017 si sia trasferito solo in parte nell’occupazione dipendente mentre la restante quota, sia sfuggita  alle rilevazioni campionarie. Preoccupa la dinamica congiunta di calo di occupazione e disoccupazione con nuovo aumento di inattivi e Neet che indicano un mercato del lavoro poco attrattivo ed inclusivo, soprattutto per i giovani».  

Tra i settori in positivo solo l’industria, ed in particolare quella manifatturiera che cresce di quasi il 10 per cento sul 2016. In calo continuo l’agricoltura (- 16 per cento) sia per i maschi sia per le femmine. Male il turismo che perde oltre il 4 per cento degli occupati, tutti indipendenti,  mentre sono stabili le altre attività dei servizi. Unico ambito di sofferenza tra i lavoratori dipendenti le costruzioni (- 9.5 per cento).

I dati nelle province della Liguria

Tra le province chi soffre di più è Imperia con un calo di occupati del -2,7 per cento, seguita da Spezia – 1,9 per cento, Savona -0,7 per cento e Genova -0,6 per cento. Il tasso di disoccupazione scende al 9,5 per cento, e non è un buon segnale per il mercato del lavoro ligure, perché è diminuita la platea di chi cerca lavoro che passa dalle 66 mila unità del 2016 alle 63 mila del 2017, ma riprendono a salire gli inattivi in età di lavoro (+1,6 per cento). Si segnala anche un fenomeno (negativo) tutto ligure tra i NEET (coloro che né lavorano né cercano lavoro e che non sono inseriti in percorsi formativi) che aumentano di 7 mila unità (+ 19,3 per cento) passando dai 35 mila del 2016 ai 42 mila del 2017, mentre diminuiscono sia nel nord ovest (- 7 mila) sia nel sistema Italia (- 27 mila).

Il commento del segretario generale Cgil Liguria

Per Federico Vesigna segretario generale Cgil Liguria a fare le spese sono soprattutto i giovani «Se cala l’occupazione ma cala anche la disoccupazione non è mai un buon segno sopratutto se a diminuire è anche il numero degli abitanti. Se a questo si aggiunge l’aumento del numero dei Neet (persone non impegnate nello studio, né nel lavoro né nella formazione, ndr.), si può ipotizzare che i nostri giovani o vanno via dalla Liguria per lavorare oppure si rassegnano e il lavoro non lo cercano nemmeno più – e conclude – fortunatamente l’industria manifatturiera tiene segno che non si può vivere solo di turismo. La grande sfida è legata agli investimenti sulle aree di crisi industriale complessa di Savona e per le aree di crisi non complessa nelle altre province: bisogna sfruttare questa occasione per rilanciare una industria di qualità che investe in innovazione».

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