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Via XX Settembre: vietati sexy shop, sale da gioco e 'compro oro'

In via Venti non potranno essere aperti locali adibiti a sexy shop, sale da gioco, “compro oro”, lavanderie a gettone, locali di vendita di alimentari per mezzo di apparecchi automatici, phone center, internet point e money transfer/money change

È stato firmato questa mattina a palazzo Tursi l'atto integrativo al Patto d'Area di via XX Settembre, che coinvolge Comune di Genova, Regione Liguria, Camera di Commercio, Industria e Artigianato, Ascom-Confcommercio, Confesercenti, Civ 'XX Settembre' e proprietari di immobili dell'area di via xx Settembre.

Con l'assessore al commercio e alle attività produttive del Comune di Genova Emanuele Piazza erano presenti alla firma l'assessore della Regione Liguria allo Sviluppo Economico Edoardo Rixi, il dirigente della Camera di Commercio Marco Razeto, il vice presidente vicario Ascom-Confcommercio Alessandro Cavo, il direttore Confesercenti Andrea Dameri e il presidente del CIV via XX Settembre Ilaria Natoli.

L'assessore Emanuele Piazza ha espresso grande soddisfazione per la firma di un atto che - ha dichiarato - «grazie alla compartecipazione di tanti soggetti differenti fornisce gli strumenti tecnici necessari al rilancio commerciale e turistico della storica arteria viaria del centro di Genova. L'accordo firmato oggi - ha proseguito Piazza - è un impegno nei confronti di una zona che deve rientrare a pieno titolo nei percorsi dello shopping turistico, soprattutto quello crocieristico, avendo ogni potenzialità per far rifiorire un commercio di alta qualità».

La firma dell'atto integrativo al Patto d'Area consente di definire i criteri e promuovere le azioni necessarie al rilancio della zona di via XX Settembre e vie limitrofe; il testo, in particolare, pone limiti per alcune tipologie merceologiche e agevola i commercianti che si impegnano a riqualificare anche le aree circostanti.

Per gli insediamenti commerciali si introduce la possibilità, per strutture non alimentari, di una deroga fino a 1000 mq. purché vi siano, oltre ad una richiesta del Civ che dichiari di sostenere l'insediamento, caratteristiche tali da apportare una concreta riqualificazione e rivitalizzazione, sia urbanistica che commerciale, ad esempio con interventi di miglioramento degli arredi urbani.
 
Altro punto fondamentale è la definizione delle attività commerciali escluse dalla possibilità di insediamento: non potranno essere aperti locali adibiti a sexy shop, sale da gioco, “compro oro”, lavanderie a gettone, locali di vendita di alimentari per mezzo di apparecchi automatici, phone center, internet point e money transfer/money change.

Il Comune di Genova, in particolare, si impegna a coordinare iniziative volte alla riqualificazione dell'area, con particolare riferimento all'arredo urbano, al decoro e alla segnaletica turistica, e a destinare al finanziamento di interventi di riqualificazione urbanistica e di miglioramento dell'arredo urbano di tutta l'area i proventi degli oneri urbanistici relativi agli immobili oggetto del Patto.

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