L'assessore Piciocchi contro il decreto Genova: «Irricevibile»

L'avvocato tributarista, assessore al Bilancio di Tursi, punta il dito contro il documento e su quella che definisce un'inadeguatezza generale. E conferma: »Il Comune ha anticipato fondi promessi»

Anche l’assessore comunale al Bilancio del Comune di Genova, Pietro Piciocchi, alza la voce contro il decreto Genova. E lo fa conti alla mano, preoccupato per un documento che, come sottolineato da molti, prevede risorse “insufficienti” per la città. Uno sfogo con cui Piciocchi riprende i panni di avvocato tributarista, analizzando i punti deboli del decreto con cui il governo detta le linee guida per la gestione dell’emergenza post crollo Morandi, per la demolizione di quanto ne resta e per la costruzione di una nuova infrastruttura.

«Leggendo e rileggendo il decreto Genova, la parola è una sola e non riesco a trattenerla: irricevibile - ha scritto Piciocchi su Facebook, dove ha condiviso le sue riflessioni - Voglio essere costruttivo e sperare che tutti gli amici che sono nel governo e nel parlamento e che so per certo che hanno a cuore la nostra città si adoperino per cambiarlo in sede di conversione in legge. Dobbiamo dare risposte concrete e anche il commissario, che avrà tutto il nostro appoggio, deve essere messo in condizione di operare. Questo decreto, a mio parere, va tutto in senso opposto. Ci vuole meno ideologia e più senso pratico».

Piciocchi contesta in particolare la decisione di estromettere completamente Autostrade dalla ricostruzione, con conseguente rischio di battaglie legali e ritardi, mentre il governo si è impegnato ad anticipare 30 milioni l’anno per l’opera aumentando il debito:  «Autostrade deve versare entro 30 giorni dalla richiesta del commissario i soldi necessari per demolizione e ricostruzione; se non lo fa, dato che non potrà essere Autostrade a ricostruire, il commissario deve trovare un soggetto disposto ad anticipare le somme a fronte della cessione dei crediti dello Stato verso Autostrade - riflette l’assessore - Intanto, per evitare al commissario di restare al verde, lo Stato accantona 30 milioni di euro all'anno fino al 2029 e si indebita per altre ingenti somme (peraltro vorrei sperare di avere il nuovo ponte prima del 2029). La domanda nasce spontanea: non potevano esigere da Autostrade la ricostruzione immediata del ponte, in una con la revisione della concessione, e utilizzare i soldi che accantonano per aiutare subito le persone colpite dalla tragedia, anziché dare elemosine, e per tutti gli investimenti infrastrutturali che sono necessari e quantomai urgenti per fare ripartire la nostra città?».

L’assessore al Bilancio ha inoltre confermato a diversi quotidiani che a oggi il governo non ha ancora erogato i fondi previsti per la gestione dell’emergenza e stabiliti nel consiglio dei ministri straordinario del 15 agosto: negli ultimi 45 giorni, ha confermato Piciocchi, è stato il Comune ad anticipare i soldi, 8 milioni impiegati per fornire gli alloggi e i pasti agli sfollati, per i contributi di autonoma, per pagare gli straordinari del personale e gestire la viabilità e realizzare quella nuova.

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