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Economia

Le uve delle Cinque Terre per combattere l'invecchiamento

Kidaria è la start up numero 33 di Iit dalla sua fondazione, la quinta del 2022, e può contare su un primo round di finanziamenti da parte di privati pari a mezzo milione di euro. I prodotti saranno in vendita dal 2023

Dalla ricerca del team Smart Bio-Interfaces di Iit coordinato da Gianni Ciofani, direttore del centro Iit di Pontedera, è nata Kidaria la start up che si colloca nel settore della cosmesi con una prima linea di prodotti disponibile sul mercato nel corso del prossimo anno.

Kidaria può contare su solide basi scientifiche derivate da progetti di ricerca finanziati tra gli altri dal Ministero della Salute e dalle Agenzie Spaziali Italiana ed Europea, che includono lo studio dello stress ossidativo come causa di invecchiamento precoce e di specifiche patologie degenerative.

In particolare, un filone di questa ricerca ha dimostrato il forte potere antiossidante dell'estratto di vinacce di un mix di specifici vigneti delle Cinque Terre, in grado di contrastare lo stress ossidativo. Da qui il guizzo imprenditoriale dell’applicazione in campo nutraceutico e cosmetico attraverso la realizzazione e commercializzazione di prodotti naturali, grazie all’intervento dei due business angel provenienti dal settore del marmo: Arianna Papini, presidente della neonata start up e Luigi Sargentoni, vice presidente. I due hanno voluto dedicare le loro competenze industriali ed imprenditoriali alla neonata start up, investendo nel progetto un capitale pari a mezzo milione di euro.

"Il punto di forza di Kidaria è rappresento dalle ricerche condotte in ambito biomedicale nella nostra linea di ricerca in Iit - racconta Gianni Ciofani, ricercatore Iit e co-fondatore di Kidaria -. I principi attivi contenuti nei prodotti sono stati analizzati e validati nei nostri laboratori grazie all’esperienza del nostro gruppo di ricerca. La cosa che ci fa particolarmente piacere è unire la ricerca scientifica internazionale che portiamo avanti ad un prodotto strettamente legato al territorio ligure".

Dai residui di torchiatura di un particolare mix di uve autoctone presenti nel territorio delle Cinque Terre grazie alla tecnologia Iit è possibile ottenere composti con proprietà antiossidanti superiori a quanto già noto in letteratura che la start up Kidaria si ripropone di distribuire sotto forma di specifiche creme anti invecchiamento. La composizione e il processo di estrazione di sostanze funzionali dalle vinacce è un brevetto Iit in co-titolarità con la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa e licenziato in via esclusiva alla start up.

Questo impiego degli scarti della vendemmia è inoltre, un esempio vincente di economia circolare, poiché porta al riutilizzo di materiale normalmente considerato di scarto, dando vita ad un nuovo prodotto. Il team di Kidaria, con sede legale a Monterosso al Mare, è composto dai due soci co-fondatori Gianni Ciofani, ricercatore Iit e scientific advisor della start up e Attilio Marino, post-doc Iit, e dagli investitori Arianna Papini e Luigi Sargentoni, rispettivamente presidente e vice presidente della neonata start up.

La gamma di prodotti, distribuita all'interno di appositi packaging studiati per garantire il mantenimento delle proprietà dei composti biologici, sarà commercializzata sulla piattaforma e-commerce di Kidaria e nei negozi specializzati a partire dal 2023.

"Siamo venuti a conoscenza di Kidaria in un momento in cui eravamo focalizzati su tutt'altro investimento, legato sempre al territorio ma afferente al settore turistico ricettivo. Tuttavia ci siamo subito appassionati al progetto che ci è stato presentato dai ricercatori Iit: vi abbiamo scorto una bella opportunità per mettere a frutto le capacità imprenditoriali che abbiamo precedentemente maturato in azienda, nel campo produttivo e tecnico-commerciale e in quello amministrativo e di marketing, che ben si completano con le competenze scientifiche del team di ricerca capitanato dal ricercatore Ciofani", spiega Arianna Papini, presidente di Kidaria.

"Di Kidaria ci hanno affascinato molteplici aspetti, primo fra tutti la componente di ricerca scientifica che ha portato alla nascita di un brevetto registrato e concesso in via esclusiva alla nostra startup. Il secondo aspetto, più personale, è legato al territorio. Kidaria - conclude Papini - affonda infatti le sue radici proprio nel luogo in cui sono nata e cresciuta, quello della provincia di La Spezia e delle Cinque Terre, conosciute in tutto il mondo per la loro unicità. In qualità di presidente ammetto di essere fiera di entrare a far parte dell’imprenditoria femminile ligure per portare avanti questo progetto di business che tanto deve alle ricchezze naturali della nostra regione".

"Questo investimento è principalmente un investimento sulla persona, sui ricercatori e su noi stessi. Provengo da un’azienda ligure passata dall’essere una piccola realtà familiare a leader mondiale nel settore degli abrasivi diamantati, un’eccellenza italiana che ha richiamato l’attenzione di un fondo di investimento francese che nel 2019 ha rilevato il 100% delle quote. Questo passaggio ci ha spinto a dedicare le nostre risorse alla ricerca di un’attività che fosse tutta nostra. É così che nell’estate del 2021, dopo aver superato le difficoltà dovute al covid, abbiamo conosciuto i ricercatori Iit che ci hanno presentato il frutto della loro ricerca e del loro brevetto applicabile al campo della cosmetica, incuriosendoci e legandoci a loro", conclude Luigi Sargentoni, vice presidente Kidaria.

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