Genova e l'economia che ristagna, 4 giovani su 5 non hanno un lavoro

La crisi a Genova non è ancora finita. Secondo i dati forniti dal Comune, il 'cruscotto dell'economia genovese' non presenta significativi segnali di ripresa nel suo aggiornamento al secondo semestre 2012

Genova - La crisi a Genova non è ancora finita. Tenuto conto del crescente volume di informazioni statistiche si avverte sempre più l'esigenza di focalizzare i fenomeni essenziali e sintomatici del quadro economico che si va delineando in modo continuativo, sia a livello locale che nazionale e internazionale.

Con il 'Cruscotto dell'Economia' s'intende offrire un quadro sintetico dei principali indicatori di carattere strettamente congiunturale. Secondo i dati forniti dal Comune di Genova, il 'cruscotto dell'economia genovese' non presenta significativi segnali di ripresa nel suo aggiornamento al secondo semestre 2012.

In base al 'cruscotto', nella seconda parte dell'anno passato, l'inflazione ha avuto un trend in salita, con un lieve calo a partire dal mese di ottobre, pur mantenendo, comunque, per tutto il 2012, il tasso tendenziale più alto rispetto alle maggiori città del nord Italia.

Dopo il boom del 2008, anche per tutto il 2012 non si registra un incremento significativo delle imprese attive, a eccezione di quelle individuali che riguardano, prevalentemente, il settore dell'edilizia. Aumentano le imprese gestite da stranieri, che rappresentano, numericamente, il 13,3 per cento del tessuto imprenditoriale cittadino.

È pressoché costante rispetto al 2011 il traffico portuale, con una leggera flessione delle merci sbarcate. Cala il movimento degli oli minerali. Aumenta, invece, il traffico dei containers, che supera i 2 milioni di teus.

Per quanto riguarda il traffico passeggeri, nel secondo semestre è ulteriormente in calo quello riferito ai traghetti. Diminuiscono anche i croceristi con viaggio in partenza da Genova, ma aumentano quelli in transito.

Diminuisce la presenza dei turisti in città, sia rispetto al primo semestre sia, complessivamente nel 2012, rispetto al 2011.

La crisi economica ha influito particolarmente nel settore dell'edilizia, che registra un incremento delle ore di cassa integrazione.

Sulla base dei dati registrati al 31 dicembre 2012, l'offerta di lavoro riguarda soprattutto il commercio e il terziario (in cui sono compresi i lavoratori degli enti pubblici). Di tutti gli occupati, il 19 per cento è a tempo determinato e, di questi, ben il 54 per cento è a tempo parziale. È pari solo al 17,8 per cento la percentuale di occupati che rientrano nella fascia di età compresa tra i 20 e i 29 anni.

Le pensioni vigenti nel 2012 sono 213.079. Dei pensionati di età superiore ai sessantaquattro anni, diversi percepiscono più di una pensione.

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