Venerdì, 22 Ottobre 2021
Economia

Industria genovese, il grido d'allarme dei sindacati: «Situazione esplosiva»

Un quadro preoccupante, quello dipinto da Fim, Fiom e Uilm sull'occupazione nelle aziende del capoluogo ligure: oltre 7mila posti di lavoro persi dal 2009, 3 milioni di cassa integrazione straordinaria lavorate

Oltre 7.000 posti di lavoro persi dal 2009 al 2015, 3 milioni di ore di cassa integrazione straordinaria lavorate nei primi 6 mesi del 2016, con circa 5.000 lavoratori interessati. Una situazione “esplosiva”, che riguarda la maggior parte delle aziende del panorama industriale di Genova e provincia: a dipingere il quadro sono stati i rappresentanti di Fim, Fiom e Uilm in un incontro organizzato in mattinata per lanciare un appello non soltanto al governo, ma anche alle forze politiche regionali, che «devono fare la loro parte per far sì che il lavoro sia garantito e i lavoratori tutelati».

L’ultima notizia che arriva a gettare ulteriori ombre sul panorama occupazionale genovese arriva dagli Erzelli, dove Siemens ha annunciato l’intenzione di cedere tre quarti del ramo d’azienda a una ditta esterna, mettendo a rischio il lavoro di 265 lavoratori su 360 e rifiutandosi di mettere per iscritto eventuali garanzie o prospettive. Ma lo scenario è fosco anche per altre realtà importanti, come Ilva e Piaggio.

«La situazione è difficile - spiega Alessandro Vella, segretario generale Fim Liguria - basta guardare i dati sulla disoccupazione e la cassa integrazione. Ci sono diverse grida d’allarme che si sollevano dal capoluogo ligure, da Piaggio, la cui situazione è ferma dal 2014, quando abbiamo firmato un accordo che ancora non ha dato risultati concreti, a Ilva, con due cordate che hanno partecipato al bando di acquisizione e che hanno 120 giorni per presentare e far esaminare un piano ambientale. Dobbiamo ancora capire qual è il rivolto occupazionale nel piano industriale, si parla del futuro 1.600 lavoratori». 

Una vertenza, quella dell’Ilva, che potrebbe arrivare a un punto di non ritorno a settembre, quando scadranno la solidarietà e i lavori socialmente utili: «Il governo non può più tirarsi indietro, deve dare risposte, e deve darle presto - ha chiarito Bruno Manganaro, segretario regionale Fiom - La crisi c’è ancora, ed è necessario che tutte le parti in causa si diano da fare per uscirne. Noi dal canto nostro continuereamo a ricordarlo».

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