menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Effetto covid sulle micro e piccole imprese liguri: una su tre rischia di chiudere entro giugno

Il bilancio drammatico di Confartigianato per quanto riguarda micro e piccole imprese: il principale problema riguarda la liquidità

Quasi un'impresa ligure su tre rischia di chiudere entro giugno: è il pesantissimo bilancio degli effetti della pandemia di coronavirus a un anno dal primo lockdown nazionale.

I dati sono di Istat, Mise e Unioncamere, elaborati da Confartigianato: il 29,3% delle micro e piccole imprese liguri corre il serio rischio di non riuscire a rimanere operativa fino a giugno 2021, quasi una su tre, il 32,8% delle microimprese ha problemi di liquidità, l’export è crollato del 14,5%, i nuovi rapporti di lavoro del 23,9%.

Il quadro ligure ricalca quello nazionale, che dimostra come il principale problema delle imprese sia la carenza di liquidità. Secondo le previsioni, la situazione si protrarrà almeno fino a giugno 2021, con ricadute anche sull’occupazione: nel terzo trimestre 2020 il calo degli occupati è stato dell'1,8% rispetto allo stesso periodo del 2019, mentre i nuovi rapporti di lavoro avviati in Liguria nei primi nove mesi del 2020 sono diminuiti del 23,9% rispetto a quelli siglati nello stesso periodo del 2019 (è il quarto peggior andamento d'Italia).

Per far fronte al problema liquidità, il 23,3% delle realtà liguri ha fatto ricorso alla propria disponibilità di denaro (attingendo, per esempio, ai depositi bancari), mentre il 38% ha richiesto prestiti assistiti da garanzia pubblica. Ma ben il 13,7% non lo ha fatto a causa delle eccessive difficoltà di accesso alla misura.

È dunque cresciuta la dinamica del credito alle micro e piccole imprese, in Liguria concesso in misura maggiore rispetto al resto del mondo imprenditoriale (aumentato di poco più del 2%): +9,1% tra settembre e giugno 2020, per uno stock di oltre 3,2 miliardi di euro. Ammonta invece a 2,6 miliardi l'importo finanziato sul territorio ligure dal Fondo di Garanzia (dal 18 marzo con l'avvio dei provvedimenti dl Cura Italia e dl Liquidità). Quasi 1,5 miliardi erogati in provincia di Genova, 452 milioni nel savonese, 360 milioni alla Spezia e 294 nell'imperiese.

«I dati dimostrano le difficoltà delle nostre imprese. Impossibile fare previsioni di medio-lungo termine prima di un ritorno alla stabilità della situazione sanitaria - ha detto Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria - Dovrebbe essere l'anno della ripartenza, ma per ora il 2021 mostra le imprese ancora in forte difficoltà, tra l'imposizione di nuove chiusure, ristori di certo non risolutivi e una carenza di liquidità senza precedenti».

«Perché le realtà imprenditoriali possano tornare a fare previsioni di medio-lungo termine, occorrerà che la situazione si stabilizzi dal punto di vista sanitario sia in termini di indici di contagio, sia guardando agli effetti della campagna vaccinale di massa - ha concluso Grasso - E solo allora sarà anche possibile stabilire l'entità esatta degli effetti della pandemia. Nel frattempo, le nostre imprese non devono essere lasciate sole e, come Confartigianato, continuiamo a essere sempre al loro fianco per sostenerli e fornire loro tutto il supporto necessario a mantenere viva la loro attività».

Argomenti
Condividi
In Evidenza
social

A Genova c'è lo scalone a cui si ispirò Hitchcock per "Vertigo"

Coronavirus

Ristorante aperto: «Siamo una mensa», ma scattano le multe

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

GenovaToday è in caricamento