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Crisi: imprese sempre più in difficoltà, il 48% non riesce a pagare le banche

Secondo l’Osservatorio regionale dell’artigianato su dati della Banca d’Italia aggiornati al primo semestre 2013 a Genova si ritrovano il 48% delle sofferenze in capo alle imprese liguri (pari a 823 milioni di euro)

Anche in Liguria aumentano le sofferenze delle imprese nei confronti degli istituti bancari. Secondo l’Osservatorio regionale dell’artigianato su dati della Banca d’Italia aggiornati al primo semestre 2013, il valore complessivo delle difficoltà delle aziende liguri a onorare i propri debiti ammonta a 1,8 miliardi di euro, con una crescita, rispetto ai primi sei mesi del 2012, del 29,6%. L’aumento delle difficoltà riscontrate da parte delle imprese della nostra regione, nell’ultimo anno, ha superato il valore medio nazionale (+23,8%).

«Sebbene con un certo ritardo rispetto ad altre regioni italiane spiega Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria – anche in Liguria gli effetti del lungo periodo di crisi che da cinque anni attanaglia le imprese, si fanno sentire sulla capacità di solvibilità nei confronti dei prestiti bancari. Un chiaro segnale questo del livello di difficoltà raggiunto ormai dalle aziende liguri, che da sempre si sono distinte per grado di solvibilità dei prestiti bancari, nonostante le difficoltà di accesso al credito e gli elevati tassi di interesse a cui sono da anni sottoposte».

Analizzando, infatti, i dati nel medio periodo, da fine 2008 a fine 2012, le sofferenze in capo alle imprese sono aumentate di meno rispetto a quanto registrato nel resto d’Italia: +159,7% contro +200,8% della media nazionale. Le imprese liguri si sono dunque comportate meglio rispetto a quelle di altre regioni. Per esempio, in Lombardia le sofferenze sono aumentate del 228% e in Piemonte del 183%.

A livello provinciale, è a Genova che si ritrovano il 48% delle sofferenze in capo alle imprese liguri (pari a 823 milioni di euro), mentre in valore assoluto il dato più contenuto riguarda la provincia di Imperia (9%). La Spezia si attesta al 20% e Savona al 23%.

Un dato positivo riguarda l’incidenza delle sofferenze bancarie per le imprese in Liguria (8,9% a fine giugno del 2013) è nettamente al di sotto della media italiana (11,4%). In sostanza, le imprese liguri risultano meno in difficoltà a onorare i prestiti bancari rispetto ad altre realtà regionali (Piemonte 10,3%, Veneto 10,7%, Emilia Romagna 10,3%).

«Sebbene il fenomeno dell’insolvenza in Liguria sia in crescita – commenta Grasso – tuttavia resta ancora sotto la soglia di attenzione proprio perché le imprese di casa nostra partivano da una tendenza virtuosa di base. Non si può però sottovalutare il problema e occorre analizzarne le cause, connesse anche al mancato rispetto della legge in vigore dal primo gennaio 2013 che fissa a 30 giorni il termine per i pagamenti nelle transazioni commerciali. Purtroppo, il governo non ha accolto la nostra proposta di compensazione secca, diretta e universale tra i debiti della Pa verso le imprese e i debiti fiscali e contributivi delle imprese verso lo Stato».

Per quanto concerne l’analisi provinciale dell’incidenza delle sofferenze bancarie sul totale dei prestiti contratti dalle imprese liguri, a Genova si riscontra una percentuale ancora più bassa (6,9%). Seguono Imperia (9,2%), Savona (11,8%) e chiude La Spezia (14,5%).

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