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Ilva, doccia gelata: «Sino a 6400 esuberi». I sindacati: «Inaccettabile»

Fumata nera dopo l'incontro al Mise tra il ministro Calenda, i rappresentanti dell'azienda e i sindacati: le due offerte prese in considerazione per l'acquisto prevedono entrambe ingenti tagli al personale

Doccia gelata sul fronte Ilva dopo l’incontro organizzato martedì al Ministero dello Sviluppo a Roma per discutere del futuro dell’azienda: confermata ormai l’ipotesi di cedere l’azienda a nuovi imprenditori, i commissari straordinari hanno annunciato che le proposte d’acquisto al momento al vaglio - quella che sarebbe risultata vincente di AminvestCo, gruppo composto da ArcelorMittal, Marcegaglia e Intesa San Paolo, e quella di Accaitalia - prevedono in entrambi i casi un massiccio piano di esuberi, dai 4800 della prima sino ai 6400 della seconda.

Una proposta che i sindacati hanno immediatamente rispedito al mittente definendola «inaccettabile», puntando anche il dito contro la replica - o meglio, la mancata replica - del ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, sull’Accordo di Programma: «Interpellato dal segretario Generale della Fiom di Genova, Bruno Manganaro, il ministro non avrebbe saputo cosa rispondere. L’accordo, per il sito del capoluogo ligure, significa investimenti e mantenimento dell'occupazione», fa sapere Fiom Cgil, aggiungendo che «con queste premesse si preannuncia nei prossimi giorni una forte mobilitazione di lotta e di sciopero a tutela del reddito e dell'occupazione degli operai e impiegati dell'Ilva di Genova».

Al coro di proteste si è aggiunta anche la Fim Cisl, con il segretario Alessandro Vella che ha definito l’incontro «fortemente negativo» e le proposte «irricevibili. I commissari ci hanno illustrato le due proposte, dalle quali è emerso un numero di esuberi inaccettabile. Quella di martedì è stata una giornata negativa: sapevamo che la situazione era complicata, ma non credevamo di dover ascoltare proposte del genere, che ripeto sono assolutamente inaccettabili. Ancora non sappiamo quali potrebbero essere le ripercussioni per lo stabilimento di Genova, il confronto proseguirà giovedì primo giugno e in quella occasione chiederemo maggiori dettagli. La Fim Cisl è pronta a mettere in campo tutte le iniziative del caso per la salvaguardia dell'occupazione e del nostro stabilimento di Cornigliano».

Il riferimento è all’incontro fissato sempre a Roma per giovedì mattina, cui presenzieranno ancora una volta tutte le parti in causa: la richiesta unanime rivolta al Governo è quella di rispettare l'Accordo di Programma, «firmato dallo stesso Governo, dall’azienda, dalle istituzioni e dal sindacato».

Stando a quanto trapelato dopo l’incontro al Mise, i due piani presentati dalle cordate prevedono nel 2018 un impegno di 9407 lavoratori per AminvestCo e di 7812 per Acciaitalia, con una proiezione al 2024 di 10812 per la prima e di 8480 per la seconda. Tenendo conto del fatto che i dipendenti attuali di Ilva sono 14200, Gli esuberi a partire dal 2018 sarebbero poco meno di 5000 AminvestCo e 6400 per Acciaitalia. 

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