Il negozio giuridico come termometro sociale

L’avvocato Chiara Romeo ci porta alla scoperta delle problematiche più diffuse fra i genovesi. Il bilancio giuridico del 2011: figli bamboccioni, badanti furbette e contenziosi con Equitalia

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di GenovaToday

L'avvocato Chiara Romeo deve confrontarsi quotidianamente con una miriade di storie, di problemi che i genovesi le sottopongono. In molti diranno: è la vita dell'avvocato. Vero, ma Romeo ha una lente di ingrandimento più grande, che può portare ad una comprensione, ad una analisi più profonda delle problematiche di oggi. Il perché è racchiuso nel suo Negozio Giuridico di Via Ravecca 59 r. 

Il Negozio Giuridico, infatti, è il primo ambulatorio legale italiano, nato nell'aprile 2005 da un'idea dell'avvocato, e si fonda su una visione non litigiosa della professione forense, in funzione preventiva e conciliativa delle controversie. L'avvocato del Negozio Giuridico, così, si adopera per raggiungere una soluzione delle questioni senza ricorrere al giudice, percorrendo esclusivamente la via stragiudiziale (non si fanno cause), e non potrà assumere incarichi giudiziali a seguito dell' eventuale fallimento delle trattative: ciò a garanzia dell'indipendenza della consulenza ed assistenza prestata. Questo significa che molte persone si recano nel Negozio attirate da questa nuova impostazione proprio per dirimere dubbi o cercare assistenza. È per questo che Romeo può veramente offrire una mappatura completa delle controversie più comuni dei nostri giorni. Insomma: il Negozio Giuridico funge da vero e proprio termometro sociale.

«Fra le problematiche più comuni- ha precisato l'avvocato - ci sono quelle legate ai figli bamboccioni che, una volta maggiorenni, non contribuendo al fabbisogno famigliare per svogliatezza o lassismo, diventano un peso, soprattutto in tempi di crisi. Così molte famiglie, disperate, si rivolgono a me per capire come mandare via di casa il figlio o costringerlo a contribuire. Un altro "must" sono i contenziosi con Equitalia e il fisco: spesso si tratta di "tradurre" al cittadino cartelle incomprensibili, altre volte andiamo a discutere con l' Agenzia delle entrate su temi molto delicati come, per esempio, la rateizzazione dei debiti ».

Un altro "caso" piuttosto frequente è quello delle badanti "furbette", che danno il ben servito al mal capitato di turno. Non si vuole certo generalizzare, ma la controversia è frequente e diffusa.

«Al Negozio Giuridico si recano anche molti signori anziani raggirati dalle proprie badanti - ha continuato Romeo - che chiedono di essere messe in regola per poi affermare di non essere state pagate in precedenza, quando erano in nero, e così fioccano le cause. Un altro versante, è quello dei testamenti falsi o estorti a favore delle badanti: ce ne sono sempre di più. Un'altra materia molto gettonata è anche il diritto di famiglia e delle successioni: le separazioni aumentano, i rapporti fra le "prime" e le "seconde" famiglie non sempre sono idilliaci sotto tanti aspetti, compreso quello del "chi eredita da chi". Con l'Avv. Mara Bottone, specializzata in diritti umani, affrontiamo il mondo dell'immigrazione, dando consigli a giovani che non hanno la benché minima idea di come ottenere un permesso di soggiorno; con l'avv. Laura Hotellier ci occupiamo di risarcimento dei danni (le cadute per strada, sempre più frequenti, dato lo stato dei marciapiedi); con l'avv. Micaela Rossi di diritto amministrativo e rapporti con le pubbliche amministrazioni, e via via con altri avvocati che ruotano intorno al Negozio, ci focalizziamo su questioni in cui loro sono specializzati».

Il Negozio Giuridico si profila come un vero mediatore della cultura giuridica, nel senso che cerca di guidare il cittadino nella comprensione di un mondo giuridico sempre più complicato e in cui nonostante la ricchezza dei mezzi di informazioni ci si sente sempre più spaesati. In questa direzione, la consulenza e l'assistenza cercano di prevenire le cause alla radice, anticipando anche la mediazione civile obbligatoria che comporta dei costi elevati: ci si mette d'accordo prima.

«È molto meglio provare a risolvere i dissidi per via stragiudiziale. Una via che si profila come la vera portatrice di serenità, perché se si arriva alla causa non è detto che un terzo, il giudice, riesca a interpretare con chiarezza la situazione, emettendo magari un verdetto che alla fine non dirime veramente la controversia - ha concluso Romeo - Essere protagonisti del conflitto che si vive e lavorare col proprio avvocato per trovare con la controparte una soluzione, garantisce risultati più duraturi, proprio perché condivisi. Venirsi incontro senza entrare nel tunnel dei processi rimane la strada preferibile, anche perché salvaguarda le relazioni umane. Il puntare sulla strada della mediazione è al centro del nostro operato. Credo che la diffusione, nel mondo della avvocatura, di questo modo di pensare sia comunque già elevata; il futuro, data la lungaggine e l'onerosità dei processi, passa da qui».

 

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