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Gronda, l'appello della Camera di Commercio: «Rispettare i tempi, abbiamo già pagato troppo»

Lavorare alle concessioni per rispettare la scadenza presentata da Autostrade, novembre 2017, in modo da far uscire la Liguria dall'isolamento: queste le richieste di tutte le categorie economiche

«La Gronda è un progetto indispensabile per città, e come Camera di Commercio lanciamo un appello unendoci a tutte le categorie economiche: andiamo avanti, per far uscire la Liguria dall'isolamento»: queste le parole di Paolo Odone, presidente della Camera di Commercio, sceso in campo per ribadire la necessità di procedere con i lavori per l'ampliamento del nodo autostradale di ponente e «dare le adeguate infrastrutture al territorio, fondamentale per il rilancio economico della regione».

L'appello arriva in risposta alla proposta di Autostrade per l'Italia, che lo scorso 26 aprile ha presentato un piano in cui la partenza dei lavori è fissata per novembre 2017 per un costo totale di 3,26 miliardi, che la società finanzierebbe in cambio di un aumento del 15% del pedaggio su tutta la rete nazionale o con l'allineamento di 7 anni della concessione unito a un aumento del 4% dei pedaggi: «È necessario lavorare per aiutare la città e la regione a crescere. I costi del non fare sono maggiori rispetto a quelli del fare, le nostre stime parlano di 570 milioni l'anno, per un totale di 3,42 miliardi - ha sottolineato Oddone - Nel 2009 con un gruppo di giovani imprenditori abbiamo lanciato il Gruppp Giovani per la Gronda e la campagna "Il lavoro e l'economia che credono", e allora avevamo presentato un esempio virtuoso come il nodo di Mestre, risolto perché la politica ha deciso di intervenire in maniera tempestiva.

È proprio alle istituzioni è rivolto l'appello: «Stiamo pagando da troppo tempo il prezzo dell'isolamento statale, ferroviario e aereo. Bisogna far presto per far partire le concessioni necessarie, e rispettare la scadenza fissata per novembre 2017 - ha concluso Oddone - Per il lavoro, per i giovani, per le imprese e le eccellenze del territorio che, come l'Iit, non possono crescere se non hanno un terreno fertile».

Dello stesso parere anche Filippo Dellepiane di Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili), che ha presentato uno studio sul tema della Gronda in cui si affrontano i temi dei costi e della proroga della concessione, di quanto potrebbero impattare sui cittadini e di possibili soluzioni alternative per finanziare l'opera: «Il costo di queste infrastrutture mal si sposa con l'intervento dei privati, perché difficile da stabilire in maniera certa e definitiva a causa del contorno, tutte le opere compensative che troppo spesso vengono utilizzate non per rendere efficiente un territorio, ma come merce di scambio. Facendo così lievitare il costo delle infrastrutture. Ma questa infrastruttura è indispensabile: ciò che ci preme sottolineare è che esistono soluzioni alternative a quelle proposte da Autostrade. Noi abbiamo fatto un'analisi di cosa è stato fatto altrove, per esempio in Francia, dove la concessione è stata prorogata per tre anni e c'è stata una maggiore apertura alla concorrenza rispetto all'Italia. Da noi l'investimento da parte dei privati è difficilmente ottenibile: le richieste possono entrare in conflitto con la normativa europea, che pone paletti rigidi che vanno a favore della concorrenza, ma invece di aumentare le tariffe potrebbero essere d'aiuto sistemi di finanziamento esistenti nel mondo dei privati. L'importante è che si rispettino due criteri fondamentali: certezza dei tempi e dei costi, che è ciò che è successo a Mestre».

Possibili altre strade, dunque, che non contemplino l'aumento del pedaggio o il prolungamento della concessione, che potrebbero arrivare da Autostrade con un intervento da parte delle istituzioni. Cui Giulio Schenone, dell'associazione Agenti Marittimi, lancia una stoccata: «Sono state appena inaugurate 4 nuove gru nel porto di Voltri, un investimento da 100 mulino di euro finalizzato a incrementare l'efficienza dello scalo genovese. Di contro, qualche settimana fa abbiamo visto un grande fermento, con tanto di dichiarazioni delle istituzioni e grande festa, per il trenino di Casella. Le necessità del territorio, però, sono altre, e la nostra classe politica sta dimostrando di avere altre priorità».

In primis il sindaco Marco Doria, che ha recentemente dichiarato che la Gronda "ormai non serve più", definendola un'opera "superata": «Le volontà avverse al progetto ci sono e sono state dichiarate: il sindaco Marco Doria ha recentemente detto che la Gronda non si deve fare, l'aveva detto anche in campagna elettorale - replica Oddone - Noi siamo idea che dal punto di vista ambientale con correzione il progetto vada fatto. Basta ipotizzare una chiusura del ponte Morandi, ed ecco che la città si ritroverebbe completamente isolata. Siamo convinti di essere nel giusto, e continueremo a spingere affinché vengano rispettate le scadenze: non perdiamole».

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