Gronda San Benigno: via all'opera da Regione, Comune e Autostrade

L'accordo è stato sottoscritto anche da Anas e Autorità portuale. L'opera, il cui costo è interamente a carico di Autostrade, non potrà costare più di 1 milione di euro

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di GenovaToday

È stato sottoscritto dalla Regione Liguria, dal Comune di Genova, da Autostrade per l’Italia (ASPI), dall’Autorità Portuale e dall’Anas l’accordo del P.R.I.S. (Programma Regionale d’Intervento Strategico) per la realizzazione del Potenziamento del Nodo stradale di San Benigno, la cui cantierizzazione partirà in primavera.

L’accordo è sottoscritto per la Regione Liguria dall’assessore alle Infrastrutture Raffaella Paita, per il Comune di Genova dal sindaco Marta Vincenzi, per Autostrade dal condirettore generale sviluppo rete Gennarino Tozzi, per l’Autorità Portuale di Genova dal presidente Luigi Merlo e per l’Anas dal direttore ispettorato di vigilanza concessioni autostradali Mauro Coletta.  

Il progetto di riorganizzazione del nodo viario di San Benigno è uno dei tasselli del potenziamento della rete autostradale e stradale di Genova previsto dalla convenzione unica che regola i rapporti fra Anas e Autostrade per l’Italia. L’obiettivo del progetto è quello di ottimizzare i collegamenti fra 4 direttrici fondamentali della città che si innestano in corrispondenza dell’area di San Benigno, ovvero: la direttrice autostradale proveniente dalla barriera di Genova ovest, i principali accessi al porto di Sampierdarena, convergenti sul nodo da sud, la strada sopraelevata proveniente dal centro, ed il nuovo asse viario di scorrimento del ponente in corso di realizzazione, costituito dalla direttrice aeroporto, strada a mare di Cornigliano, lungomare Canepa.

L’investimento per la realizzazione dell’infrastruttura è a carico di Autostrade per l’Italia nell’ambito delle pattuizioni vigenti con Anas.
Tale intervento infrastrutturale comporta la necessità di acquisire aree e fabbricati ubicati nel territorio pari a dodici unità, sul quale si svilupperanno il tracciato della nuova infrastruttura e gli svincoli di collegamento tra la stessa e la viabilità urbana. Da qui la ricollocazione delle attività economiche ivi insediate ed incompatibili con l’opera stessa, dichiarata di pubblica utilità, al momento dell’approvazione del  progetto definitivo, che comporta la demolizione di alcuni  edifici e l’occupazione definitiva di tutta l’area.

Lo scopo fondamentale del presente accordo, quindi, è quello di tutelare i soggetti occupanti gli immobili, incompatibili con la realizzazione dell’opera, che vi esercitano esclusivamente attività economiche, in virtù di una concessione rilasciata dalla Autorità Portuale in data anteriore a quella di approvazione del progetto, eccetto un’attività situata su proprietà privata.  

Il PRIS, attraverso la Commissione di coordinamento, ha rappresentato lo strumento di tutela dei soggetti destinati alla delocalizzazione e contemporaneamente ha previsto di offrire supporto all’Autorità Portuale, che si è attivata per reperire locali e spazi alternativi, al fine di consentire il prosieguo delle attività ai soggetti interferiti, prevedendone la ricollocazione nelle aree circostanti. Fanno eccezione le due stazioni di servizio collocate lungo la corsia sud del lungomare Canepa, in quanto in questo caso necessariamente prevalgono ragioni di sicurezza della circolazione veicolare.

A tale fine, la Commissione ha previsto, come stabilito dalla legge regionale 39/07, la necessità di porre a carico di Autostrade per l’Italia, in qualità di soggetto attuatore dell’infrastruttura viaria, l’onere di ristrutturare i locali destinati ad accogliere le attività da ricollocare, affinché siano agibili e fruibili dagli aventi diritto, senza che ciò rappresenti un ostacolo alla prosecuzione delle attività dagli stessi esercitate.
Per l’unico immobile, situato su un’area di proprietà privata, il programma prevede un intervento di costruzione di un edificio sostitutivo a cura e spese di Autostrade per l’Italia.

Il tetto massimo di spesa per l’intera copertura del P.R.I.S è di 1.000.000 di euro, a carico di Autostrade per l’Italia - in qualità di soggetto attuatore dell’infrastruttura viaria - per la predisposizione dei locali destinati ad accogliere le attività ricollocate.

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