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Giovedì, 18 Agosto 2022
Economia

Crisi di Governo e opere Pnrr: i progetti a rischio in Liguria

Tra gli effetti della fine anticipata della legislatura c'è il rischio di non rispettare il cronoprogramma per ricevere i fondi del Pnrr. Alla Liguria sono destinati complessivamente 7 miliardi di euro per finanziare interventi nella sanità, nelle infrastrutture e nella tutela del territorio

Regione Liguria potrebbe ricevere fino a 7 miliardi di euro di fondi europei del Pnrr, risorse che serviranno a sviluppare settori strategici come la digitalizzazione, l'innovazione e la sanità.

Questi fondi saranno necessari anche per portare a compimento progetti essenziali per Genova e la Liguria, come la nuova diga foranea, gli interventi sulle banchine del porto, il nuovo polo degli Erzelli e lo sviluppo dei nodi ferroviari. Insomma un complesso di interventi che rappresentano una svolta per il tessuto economico regionale, ma che ora potrebbero essere a rischio per la fine anticipata della legislatura.

Per ottenere le diverse tranche di finanziamento previste dal Pnrr, ogni paese deve rispettare un rigido cronoprogramma che prevede la presentazione di progetti, l'attuazione di riforme strutturali e l'effettivo impiego delle risorse entro termini tassativi. All'Italia sono destinati complessivamente 191,5 miiardi di euro suddivisi in sei pilastri previsti dal Next Generation Eu, di cui il 37% dovranno essere destinati a progetti green per la conversione energetica.

Le risorse del Pnrr per la Liguria

La Liguria potrà investire 1,3 miliardi per le infrastrutture e la mobilità sostenbile, soldi che saranno impiegati per il porto, per il rinnovo del trasporto pubblico, per nuovi treni, per il trasporto rapido di massa (skymetro) e per la gestione delle risorse idriche. Sono previsti 600 milioni per la realizzazione del nuovo frangiflutti dello scalo genovese che consentirà l'accesso delle navi di ultima generazione.

La città metropolitana di Genova sarà destinataria di circa 2,49 miliardi di euro, previsti dal Piano complementare per migliorare le periferie delle città, col finaziamento di progetti che vanno dalla rigenerazione urbana, al decoro urbano e del tessuto sociale, fino alla realizzazione di impianti sportivi e al miglioramento del trasporto pubblico. 

Diverse riforme da ultimare per ottenere i fondi

Tutti questi interventi sono strettamente legati al rispetto dei programmi: le scadenze previste per il 30 giugno sono state rispettate e l'Italia ha ricevuto la seconda tranche di finanziamenti pari a 24,13 miliardi di euro, che consentiranno l'avvio di diversi progetti. Entro fine anno si dovà rispettare però un articolato programma per ottenere il terzo blocco di fondi, pari a 21,84 miliardi. 

Per ottenere queste risorse sarà necessario portare a termine numerose riforme strutturali che sono state bloccate dalla crisi di Governo. Si parla di circa 55 punti di programma, di cui 39 milestones (punti fondamentali) da completare entro il 31 dicembre 2022. Tre le riforme principali da portare a termine: la legge sulla concorrenza, la riforma del fisco e quella giustizia.

Importanti provvedimenti che con le votazioni del 25 settembre e la formazione del nuovo Parlamento e Governo rischiano di non essere concluse entro fine anno. I problemi maggiori riguardano il disegno di legge sulla concorrenza che, negli ultimi mesi di discussione in Parlamento, ha provocato le proteste di balneari, tassisti e altre categorie produttive.

Per approvare la riforma, il Parlamento ha deciso di stralciare proprio la norma sui taxi, per tentare di concludere l'iter parlamentare della legge prima della effettiva cessazione dell'attività delle Camere. Si prospetta un autunno caldo per l'Italia, infatti oltre alle riforme, il nuovo Parlamento dovrà approvare una complessa legge di bilancio che dovrà riuscire nella difficile impresa di tenere i conti sotto controllo nonostante la crisi economica, energetica e ambientale.

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