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Perdita fondi alluvione 2014, la Regione si difende: «Inviata documentazione corretta»

Nessuna disattenzione o dimenticanza, fanno sapere dall'ente, ma «intoppi burocratici che ricadono sui cittadini»

«La documentazione completa e corretta è stata inviata nei tempi richiesti»: la Regione Liguria si difende dopo la polemica sorta in seguito alla perdita dei risarcimenti ministeriali per i danni causati alle aziende agricole dall’alluvione del 2014, e in in una nota punta il dito contro “impedimenti burocratici che ricadono su aziende e cittadini».

«La documentazione necessaria per l’accesso delle aziende ai fondi è stata correttamente inviata dagli uffici competenti al Dipartimento nazionale di Protezione Civile - fa sapere la Regione in una nota - Corredata delle tabelle contenenti l’elenco completo delle imprese danneggiate dagli eventi calamitosi che hanno colpito le province di Genova, Savona e Imperia, anche per gli anni 2013 e 2015».

Stando a quanto confermato a fine gennaio dai sindaci dei Comuni che avrebbero dovuto ricevere i fondi, però, i 16 milioni di euro che erano stati messi a disposizione dallo Stato per aiutare gli agricoltori che si erano visti distruggere l’impresa dall’alluvione sarebbero andati persi perché la Regione avrebbe non avrebbe compilato correttamente la modulistica per la richiesta.

«L’elenco e la stima dei danni complessiva - circa 33 milioni di euro - è stato inoltrato al Dipartimento nazionale di Protezione civile il 3 novembre 2016, al termine della ricognizione sul territorio, richiesta dal Dipartimento stesso - sottolinea invece la Regione - Escludiamo di aver compiuto qualsiasi forma di omissione, volontaria o involontaria, nella trasmissione della documentazione necessaria per l’accesso ai fondi destinati al risarcimento delle aziende agricole alluvionate. Non risulta, invece, che, a oggi, il governo abbia destinato alcuna risorsa su questo capitolo nella Finanziaria 2017».

«Si auspica, inoltre, che, anche qualora ci fosse qualche impedimento di natura burocratica - si conclude la nota - sia superato nel più breve tempo possibile: non sarebbe in alcun modo accettabile che, a causa di tortuose procedure dettate dalla burocrazia, a rimetterci fossero cittadini e imprese».

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