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"Primavera" al via, mentre la Fiera di Genova va in liquidazione

Durante l'assemblea straordinaria organizzata a un giorno dalla partenza della 47esima edizione della manifestazione, i soci hanno votato all'unanimità il provvedimento che era nell'aria ormai da tempo

La Fiera di Genova verrà messa in liquidazione volontaria: la conferma di quanto si ipotizzava da tempo per far fronte alla situazione sempre più critica del gruppo genovese, le cui quote sono suddivise tra Comune di Genova (socio di maggioranza con il 35,17%), Città Metropolitana (19.95%), Regione Liguria (26,02%), Camera di Commercio(16,38%) e Autorità Portuale (2,47%) è arrivata ieri, al termine dell’assemblea straordinaria dei soci, con un voto unanime.

«L’operazione giunge al termine di un percorso che ha palesato l’impossibilità di garantire alla società una continuità aziendale, nonostante gli sforzi tentati in diverse direzioni - hanno fatto sapere in una nota i portavoce di Fiera di Genova Spa - La situazione che, a partire dall’insediamento del 28 luglio 2015, il Cda si è trovato ad affrontare, ha evidenziato da subito molte difficoltà. Per poter dare un futuro all’azienda, si sarebbero dovute verificare, quasi senza eccezioni, condizioni che non si sono avverate».

Durante l’assemblea, i soci hanno nominato anche i liquidatori che si occuperanno di gestire l’operazione, e cioè il commercialista Luca Nannini, amministratore delegato della società, ed Emilio Gatto, specializzato in procedure fallimentari. La notizia è arrivata un giorno prima del taglio del nastro della 47esima edizione della Fiera Primavera, che andrà in scena in piazzale Kennedy dall’1 al 10 aprile: «Lo svolgimento di importanti manifestazioni, prima fra tutte Fiera Primavera, garantita grazie all’impegno dei lavoratori e dei fornitori dell’azienda, rappresenta la continuità di un’attività importante per Genova». 

Per il presidente di Fiera, Ariel Dello Strologo, eletto nel luglio del 2015 insieme con Nannini, la messa in liquidazione è «un atto tecnico, indispensabile per la salvaguardia delle attività di Fiera, l’organizzazione qualitativa delle manifestazioni e la gestione degli spazi espositivi a terra e delle darsene». La liquidazione consentirà di pagare i debiti contratti dalla società e di riscuotere i crediti in sospeso, e da parte di Dello Strologo è arrivata la conferma di una ricollocazione dei dipendenti in altri settori e rami dell’attività fieristica e attraverso mobilità interaziendale in società partecipate dagli enti soci, il tutto in attesa che venga individuato il soggetto che potrà farsi carico della gestione. 

A oggi l’ipotesi più probabile è quella della discesa in campo di Porto Antico Spa, di cui Dello Strologo è già presidente. 

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