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Ericsson, nuova fumata nera a Roma: «Il governo intervenga prima del 12»

Nulla di fatto al termine dell'ennesimo incontro organizzato al ministero. L'azienda sembra decisa a proseguire sulla linea degli esuberi, e da sindacati e sindaci arriva l'appello alle istituzioni

Nuova fumata nera, l’ennesima, dopo l’ultimo incontro organizzato al ministero del Lavoro per trovare una soluzione alla vertenza Ericsson: ai rappresentanti dei lavoratori, presenti ieri a Roma per tutelare gli interessi delle 384 persone a rischio in tutta Italia, 147 solo a Genova, la multinazionale svedese ha risposto per l’ennesima volta “picche”, confermando al linea degli esuberi ed escludendo eventuali ammortizzatori sociali in grado di salvare il futuro dei dipendenti.

«È giunto il momento che la Presidenza del Consiglio intervenga in maniera decisa, mettendo in campo una vera  politica industriale degna di questo nome - fa sapere Fabio Allegretti, segretario generale Sic Cgil Genova - Giovedì nella sede degli Erzelli si terrà l'assemblea sindacale, mentre il 12 settembre è previsto un nuovo incontro nazionale. Il 14 settembre è stato proclamato sciopero per l'intero gruppo».

Proprio il 12 settembre è diventato il nuovo termine ultimo (dopo il “compromesso” del 29 agosto) per trovare una soluzione prima che il colosso svedese possa di fatto incominciare a inviare le lettere di licenziamento: l’ennesimo incontro organizzato al ministero, che a oggi non lascia margini di trattativa sulla linea aziendale. Ed è per questo che i sindaci delle città interessate dai tagli, oltre a Marco Doria anche il napoletano Luigi De Magistris e il pisano Marco Filippeschi, sono nuovamente scesi in campo per chiedere l’intervento del governo.

«Ribadiamo la nostra solidarietà ai dipendenti dei quali viene messo in discussione il posto di lavoro, e riteniamo che la vertenza, per il suo carattere nazionale, debba vedere pienamente coinvolto il governo - hanno fatto sapere i sindaci in una nota congiunta - La prima richiesta all’azienda è quella di ritirare le procedure di licenziamento avviate, che deve venire anche dal governo. Contestualmente deve aprirsi una discussione sulla strategia e la presenza di Ericsson in Italia».

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