Economia

Ericsson, da Tursi l'appello: «Il governo chieda il ritiro dei licenziamenti»

Il sindaco Doria e l'assessore Piazza hanno incontrato nel pomeriggio i lavoratori dell'azienda, a rischio sempre più concreto di licenziamento dopo il nulla di fatto dell'ultimo incontro a Roma

Dopo il nulla di fatto dell’incontro (l’ennesimo) dello scorso 29 agosto a Roma, durante il quale Ericsson ha confermato l’intenzione di continuare sulla linea degli esuberi, che porterebbe al licenziamento di 147 persone dalla sede genovese degli Erzelli, lavoratori e sindacati hanno incontrato oggi pomeriggio il sindaco Marco Doria e l’assessore allo Sviluppo Economico, Emanuele Piazza, che hanno rinnovato l’impegno a sollecitare il governo per un intervento concreto.

«La prima richiesta all’azienda è quella di ritirare le procedure di licenziamento avviate. Tale richiesta, già avanzata dalle amministrazioni locali, deve venire anche dal Governo”, ha fatto sapere Tursi in una nota, aggiungendo che «contestualmente deve aprirsi una discussione sulla strategia e la presenza di Ericsson in Italia. Garantire tale presenza significa difendere un prezioso patrimonio di competenze e saperi del nostro Paese. 

Al termine dell’incontro del 29 agosto al ministero, la multinazionale svedese non aveva lasciato margini di trattativa: pur accettando di congelare l’invio delle lettere di licenziamento per altre due settimane (il 29 scadeva il termine oltre il quale era possibile farle partire), in vista della verifica del 6 settembre e del termine ultimo del 12, l’azienda ha rifiutato di prendere in considerazione eventuali ammortizzatori sociali, che secondo il Comune dovranno invece essere valutate insieme con le Regioni per «favorire la definizione di una strategia di crescita». I lavoratori e i sindacati, intanto, hanno proclamato uno sciopero nazionale (in totale gli esuberi sono 384 in tutta Italia) per il 14 settembre.

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