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Primo Maggio amaro, in un anno oltre 4.600 nuovi disoccupati: nasce il Coordinamento

La Camera del Lavoro ha ufficializzato stamattina la nascita di un organismo finalizzato ad avviare tavoli di confronto con le istituzioni e a fare da tramite con chi è rimasto senza lavoro: i dati dell'area metropolitana di Genova

Alla vigilia della Festa dei Lavoratori, nasce a Genova il Coordinamento Disoccupati, nuovo organismo che la Camera del Lavoro ha voluto fondare per rispondere alla crisi generata dalla pandemia di coronavirus in termini di occupazione.

La “fotografia impietosa” del mondo del lavoro l’ha già fornita l’Istat, che fissa a livello nazionale la disoccupazione attorno al 10%, con la situazione genovese sopra la media per quanto riguarda le donne.

Disoccupazione, i numeri dell'area genovese

Nell’area metropolitana genovese nell’ultimo trimestre 2020 il tasso di disoccupazione era infatti al 12,7% per la popolazione femminile e al 7,7% per quella maschile: la metà di queste persone sono prive di impiego da più di 12 mesi, quindi spesso senza alcun diritto ad alcuna forma di sostegno al reddito.

Genova e provincia perdono altri 4.656 occupati (-1,39%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente facendo attestare gli occupati a 335 mila di cui 184 mila uomini e 151 mila donne; in calo l’occupazione di quasi tutte le fasce d’età in particolare nei giovani: l’occupazione giovanile (15 – 24 anni) rappresenta solo il 3,4% del totale.

A Genova la disoccupazione giovanile è d'altronde da molto tempo superiore alla media italiana, e in 8 anni è passata dal 21 al 36 %: «Ciò contribuisce a rendere la nostra regione quella con gli indicatori di povertà e di esclusione sociale più alti tra le regioni del Nord Italia - fanno sapere dalla Camera del Lavoro - Il 30% dei disoccupati risulta inattivo, quindi non più alla ricerca di lavoro, scoraggiati dalla mancanza di offerte anche formative».

«Questo lunghissimo periodo di pandemia ha colpito duramente il mondo del lavoro. Domani sarà il Primo Maggio Festa dei Lavoratori, e mai come in questo periodo è necessario sottolineare l’importanza del diritto al lavoro - ha detto Igor Magni, segretario generale della Camera del Lavoro Metropolitana di Genova - questo è il secondo anno in cui il Primo Maggio è condizionato dalle norme a contenimento della pandemia, ma questa situazione non ha fermato l’attività sindacale che anzi, proprio in questo lungo periodo di distanziamento è stata una delle realtà alla quale lavoratrici e lavoratori e cittadini si sono potuti rivolgere per informazioni ed assistenza».

Il Servizio Orientamento al Lavoto: «300 richieste di consulto, 95% da disoccupati di lungo corso»

Se nel primo  lockdown l’attività sindacale è stata assorbita prevalentemente dalla stipula di accordi di cassa integrazione o dai protocolli sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, successivamente ci si è dovuti concentrare sulle esigenze di chi, in questo contesto, non è riuscito a trovare una occupazione e di chi, sfiduciato, ha abbandonato ogni tipo di speranza.

Nei primi mesi del 2021 il Servizio Orientamento al Lavoro della Cgil di Genova ha accolto, direttamente o in videoconferenza circa 300 persone, al 95 per cento disoccupate di lungo corso. Da questo flusso ininterrotto di richieste di aiuto - hanno spiegato Emanuela Traverso e Alfredo Pongiglione, operatori dello Sportello - è nata «l’idea di strutturare al meglio l’attività rivendicativa del sindacato. I dati del resto parlano chiaro. Nel corso di questi anni il Servizio Orientamento al Lavoro ha ricevuto oltre 4mila utenti, di cui il 95 per cento aveva la necessità di essere aiutato nella ricerca di occupazione».

Due gli obiettivi principali del Coordinamento Disoccupati: «Migliorare il nostro intervento a sostegno dei bisogni individuali - ha spiegato Magni - ma soprattutto aprire tavoli sindacali di contrattazione con le istituzioni a partire dal Comune di Genova».

Coordinamento Disoccupati, le proposte dei sindacati

Tra le proposte sindacali ci sono la richiesta di un miglior utilizzo delle risorse pubbliche, che per la Cgil «devono finanziare progetti che portino realmente alla persona che vi accede una possibilità lavorativa», e poi la revisione dei requisiti «altamente limitanti per la maggioranza dei disoccupati» ai corsi formativi, e ancora la gratuità del trasporto pubblico locale ai disoccupati senza sostegno al reddito, che spesso a causa delle difficoltà economiche vivono in quartieri periferici .

«Al momento, chi vive in stato di disoccupazione non ha diritto, anche con Isee pari allo zero, alla richiesta di abbonamento agevolato - ricordano dal Sol - a meno che non si abbia nello stesso momento un altro requisito (essere percettore di Naspi, essere seguito dai servizi sociali, avere un’invalidità, essere lavoratore a basso reddito, avere un’età inferiore ai 26 anni, essere pensionato)».

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