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Disoccupazione: in Liguria come nel sud Italia

Liguria ai primi posti in Italia per aumento del tasso di disoccupazione nell'ultimo anno. È quanto emerge dall'analisi dei dati Istat da parte dell'osservatorio dell'artigianato. La regione ha registrato un aumento del 3,6% del tasso di disoccupazione

Genova - Liguria ai primi posti in Italia per aumento del tasso di disoccupazione nell’ultimo anno. È quanto emerge dall’analisi dei dati Istat da parte dell’osservatorio regionale dell’artigianato. La regione ha registrato un aumento del 3,6% del tasso di disoccupazione tra il secondo trimestre 2011 e lo stesso periodo del 2012, un ritmo superiore al trend nazionale (+2,7%). Peggio della Liguria fanno solo la Calabria (+7,8%), la Sicilia (5%) e la Basilicata (4,4%). Identico tasso di disoccupazione rispetto alla Liguria si registra in Puglia (3,6%).

«A determinare la crisi del panorama occupazionale ligure – spiega Giancarlo Grasso presidente di Confartigianato Liguria – è soprattutto la scarsa propensione delle imprese ad assumere in un quadro economico instabile e di profonda incertezza per il futuro. Anche le previsioni di assunzione sono in forte calo: nel quarto trimestre 2012 rispetto al trimestre precedente, secondo Unioncamere, si assisterà a una flessione dell’11% delle assunzioni, con un picco del -43% di quelle “stagionali”, tipiche proprio del periodo estivo, che non saranno bilanciate dal +28% delle assunzioni “non stagionali”».

Ma cosa incide sulla scarsa propensione da parte delle imprese all’assunzione? «In primo luogo l’eccessiva tassazione e le difficoltà di accesso al credito da parte delle micro e piccole imprese che sono in forte affanno per mancanza di liquidità – dice Grasso – in seconda battuta, i tempi di pagamento che ancora sono lontanissimi dai 30 giorni fissati dalla Legge di stabilità. Non dimentichiamoci, infine, il forte giro di vite dato al ricorso agli ammortizzatori sociali che vanno nell’opposta direzione della salvaguardia del patrimonio di professionalità delle piccole imprese, acquisito con grande sacrificio negli anni. Già nel terzo trimestre 2012, rispetto al trimestre precedente, è stato registrato un calo della Cig dell’oltre 10% in Liguria: purtroppo per il 2013 la diminuzione sarà ancora maggiore, determinando un inevitabile impoverimento della forza lavoro delle nostre imprese».

Analizzando i valori assoluti della disoccupazione, la Liguria nel secondo trimestre del 2012 si piazza all’ottavo posto nella classifica nazionale con l’8% di persone disoccupate (55.231 in totale). «Sul medio periodo – commenta Grasso – dal 2007, il tasso di disoccupazione in Liguria ha una dinamica in aumento, molto simile alla media italiana, anche se con valori sensibilmente inferiori».

A livello provinciale, nel 2011, sono Savona e La Spezia a registrare il tasso di disoccupazione più basso (rispettivamente 4,6% e 4,7%). Male invece per Genova (6,9%) e Imperia (7,6%) che hanno un tasso più elevato anche del valore medio regionale (6,3%).


Per quanto riguarda la disoccupazione femminile, la Liguria, a giugno 2012, si attesta al 9,7%, con valori inferiori alla media nazionale (11,4%), anche se ancora lontani da quelli raggiunti in Trentino Alto Adige (5,3%) o in Emilia Romagna (6,8%). Nel secondo trimestre del 2012 i livelli di disoccupazione femminile aumentano rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente di quasi cinque punti percentuali (+4,8%) con un trend più accelerato della dinamica nazionale (+2,4%). Le donne disoccupate in Liguria sono in numero maggiore rispetto agli uomini di oltre 4mila unità: le donne disoccupate superano di molto quota 29 mila, mentre gli uomini senza lavoro sono oltre 25 mila.

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