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Allarme disoccupazione, a Genova oltre 40 mila senza lavoro

La Cgil lancia l'allarme disoccupazione. I senza lavoro sono più di 40 mila, compresi gli inattivi e la cassa integrazione senza ritorno. Il tasso medio di disoccupazione a metà 2012 è al 6,8% (26 mila unità), con un +1.5 per cento rispetto al 2011

Genova - Mentre si susseguono le proteste dei lavoratori dell'Ilva così come di quelli di Amt, preoccupati per i propri posti di lavoro, la Cgil ha fornito i numeri relativi allo stato dell'occupazione in provincia di Genova.

I disoccupati sono più di 40 mila, compresi gli inattivi e la cassa integrazione senza ritorno. Il tasso medio di disoccupazione a metà 2012 è salito al 6,8% (26 mila unità), registrando un +1.5 per cento rispetto al 2011.

«La situazione è drammatica, ma non è tutto perduto: molte cose si possono fare e per alcune occorre una assunzione di responsabilità che istituzioni e imprese non possono più eludere» così Ivano Bosco, segretario generale della Camera del Lavoro.

Dall’osservatorio, seppur parziale, è emerso come il settore degli edili abbia superato i metalmeccanici nel numero di lavoratori coinvolti da cassa integrazione, mobilità o altro: 723 i primi, 612 i secondi, peraltro seguiti a ruota dal settore del commercio con 588 lavoratori coinvolti. Si tratta di numeri al ribasso perché non tengono conto di accordi stipulati da altri soggetti.

Come sottolinea Guido Fassio della Camera del Lavoro «il lavoro di raccolta ci ha permesso di capire i punti di maggiore criticità della nostra provincia e di rilevare come gli ammortizzatori sociali vengano utilizzati anche in settori sino ad oggi inimmaginabili come la scuola privata e il settore assicurativo/bancario».

Sono tutti segnali di progressivo avvicinamento ad una zona di pericolo come dichiara Bruno Spagnoletti responsabile dell’Ufficio Economico Cgil Genova e Liguria. «L’indicatore della ricchezza nella nostra Provincia continua a essere molto critico con una previsione Pil 2012 negativa di oltre un punto (- 1.2) – e continua – si può ipotizzare una tenue ripresa nel 2013 che per la nostra provincia però resterà ferma a + 0.4 a fronte del + 0.8 del sistema Italia».

Con 9.127 lavoratori certificati in cassa integrazione, un tasso medio di disoccupazione del 6,86 per cento e una media di disoccupati di oltre 26 mila unità, la situazione non appare per niente rassicurante, ma qualcosa si può fare.


«Ci sono situazioni che potrebbero essere già state affrontate: i dati parlano di una crisi pesantissima nel settore delle costruzioni; il Terzo Valico è già stato finanziato per almeno due lotti di intervento e partire con i lavori potrebbe certamente risolvere parte della crisi del comparto – commenta Bosco - Inoltre, se il Governo procedesse con il finanziamento per il ribaltamento a mare del cantiere navale di Sestri Ponente si potrebbero risolvere molti problemi legati allo sviluppo della cantieristica e non solo – e conclude – molte situazioni di difficoltà sono senz’altro derivanti dalla crisi ma alcune situazioni sono causate dall’immobilismo. Un caso per tutti sono gli Erzelli: il sindacato ha fortemente sostenuto il progetto. Senza entrare nel merito della questione credo che il mancato trasferimento della facoltà di ingegneria nella cittadella tecnologica sia suo malgrado un esempio di come la nostra città riesca a perdere opportunità che saranno sempre meno frequenti».

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