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Giovedì, 9 Febbraio 2023
Economia Sampierdarena / Lungomare Giuseppe Canepa

Depositi chimici e lungomare Canepa, Colnaghi: "La battaglia continua"

Il presidente del Municipio Centro Ovest fa il punto della situazione sui due temi caldi a Sampierdarena: sullo spostamento da Multedo a Ponte Somalia si attende un nuovo incontro con l'Autorità Portuale mentre il prossimo 15 marzo ci sarà l'udienza al Tar sul ricorso presentato dai cittadini

Giorni caldi a Sampierdarena con due importanti tematiche che fanno discutere gli abitanti della zona, pronti a dare battaglia con i comitati del territorio e il Municipio Centro Ovest guidato dal presidente Michele Colnaghi. Da una parte la questione relativa allo spostamento dei depositi chimici da Multedo a a Ponte Somalia, dall'altra il progetto di copertura di lungomare Canepa tornato in dubbio dopo che circa un anno fa era arrivato il via libera dal governo per il finanziamento dell'opera. Prima la "doccia fredda" con l'ipotesi di spostare 25 milioni dal progetto di Sampierdarena al Waterfront di Levante, poi le parole in consiglio comunale dell'assessore Piciocchi che aveva parlato delle problematiche emerse e di una risposta definitiva in arrivo nel corso di questa settimana. "Voglio però rassicurare - aveva aggiunto Piciocchi - che se dovesse tramontare l’ipotesi della copertura per ragioni tecniche comunque realizzeremo qualcosa di molto importane e anche gradevole esteticamente". 

Temi importanti che abbiamo affrontato con il presidente del Municipio Centro Ovest Michele Colnaghi, da tempo impegnato in prima linea contro lo spostamento dei depositi chimici, tra i promotori di un ricorso al Tar, di una raccolte le firme dei cittadini contrari e di diverse manifestazioni di protesta che si sono svolte nei mesi scorsi nel quartiere. "Il mese scorso - spiega a GenovaToday - abbiamo incontrato Autorità portuale e siamo rimasti d'accordo per rivederci una volta che fosse stato disponibile il piano definitivo. A noi risulta che, almeno fino alla settimana scorsa, non fosse ancora stato presentato da Carmagnani e Superba. In questi giorni sono però uscite notizie relative alla presentazione di un piano per il vaglio della sicurezza, che non è ancora il piano definitivo. Abbiamo quindi sollecitato Autorità portuale chiedendo un altro incontro, contiamo possa svolgersi nei prossimi giorni".

Quali sono i dubbi? "Fermo restando il nostro no, secco e irremovibile, allo spostamento, vogliamo proseguire il discorso nel tavolo di confronto con Municipio e cittadinanza - spiega Colnaghi - che noi vorremmo anche allargare ai sindacati preoccupati per l'eventuale perdita di ore di lavoro. L'obiettivo del prossimo incontro è vedere finalmente il piano definitivo e sciogliere alcuni dubbi che abbiamo e che sono relativi al discorso della sicurezza. A noi è stato detto che non sarebbe stata accettata una tonnellata in più rispetto al materiale movimentato a Multedo, ma avevamo visto un progetto in cui i numeri erano maggiori passando da 100 a 400 tonnellate, discorso simile anche per le distanze relative al piano di rischio dove ci risulterebbero alcune incongruenze tra dichiarazioni e progetti, e poi le ordinanze che vietano il passaggio di navi cisterna nel canale portuale. Temi che possono essere affrontati in maniera chiara solo dopo aver visto il progetto definitivo, ma al momento non lo abbiamo. I recenti incidenti in porto, tra cui la nave inclinata di qualche giorno fa ci dimostrano che il rischio zero non esiste e, ancora una volta, ci fa chiedere cosa sarebbe successo se fosse stata una delle navi destinate a portare i carichi ai depositi chimici". 

E proprio in merito al coinvolgimento dei sindacati lunedì 23 gennaio 2023 si è svolto un incontro tra il presidente del Municipio Michele Colnaghi, gli assessori Stefania Mazzucchelli e Luciano Cavazzon, il segretario generale di Genova di Filt-Cgil Enrico Poggi, il segretario generale Liguria di Uil Trasporti Roberto Gulli, il segretario generale di Fit Cisl Liguria Mauro Scognamillo, il presidente di Officine Sampierdarenesi Gianfranco Angusti e una delegazione di Officine Sampierdarenesi. Al termine è stata diffusa una nota rivolta ai massimi dirigenti dell'Autorità Portuale: "Pregiatissimi presidente dottor Signorini, segretario generale dottor Piacenza e dirigente tecnico dottor Canepa in maniera coingiunta chiediamo ad AdSP di convocare al 'tavolo tecnico' già aperto tra AdSP, il Municipio Centro Ovest e Officine Sampierdarenesi anche le sigle sindacali di categoria, fissando quanto prima la data della convocazione".

C'è poi il ricorso proposto dai cittadini di Sampierdarena al Tribunale Amministrativo Regionale della Liguria per contestare l'insediamento dei depositi chimici a Ponte Somalia. L'udienza si svolgerà il 15 marzo 2023: "Fino a quella data non si possono sicuramente effettuare lavori, nel caso chiederemmo immediatamente la sospensione -  sottolinea Colnaghi - in quella data comunque parteciperemo alla discussione e ci sarà anche Grimaldi che ha presentato ricorso, attendiamo fiduciosi".

Infine la copertura di lungomare Canepa: "Attendiamo notizie - conclude il presidente del Municipio Centro Ovest -. Se non si farà vogliamo capire quale progetto alternativo possa esserci, al momento non abbiamo visto nulla, e come verrà declinato con la tutela della salute dei cittadini della zona. Nei prossimi giorni credo l'amministrazione comunale possa incontrare il Comitato di Lungomare Canepa e spero anche noi. Sicuramente quando abbiamo letto che questi 25 milioni sarebbero stati spostati alla Foce abbiamo chiesto che fossero invece riportati a Sampierdarena e utilizzati per un territorio che ha una pesante servitù". 

Nel frattempo cominciano oggi, lunedì 23 gennaio 2023, i 'dialoghi in città' per il tunnel sub-portuale. Un percorso di dialogo previsto dalla legge sulla realizzazione di progetti di mobilità coinvolgendo istituzioni, associazioni, comitati e tutti i cittadini interessati. Anche il Municipio Centro Ovest prenderà parte a questi incontri, anche se il presidente Colnaghi chiosa: "Erano stati fatti anche sullo spostamento dei depositi chimici, ma alla fine nessuna delle tre ipotesi presentate riguardava ponte Somalia...".

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