Comunicato Cgil: preoccupazione per il futuro di Finmeccanica

Perdita di 767 milioni di euro, il gruppo Finmeccanica è in crisi e AnsaldoBrera e Ansaldo STS sono in vendita: la Cgil esprime forte preoccupazione con un comunicato stampa

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di GenovaToday

Le preoccupazioni circa il futuro del Gruppo Finmeccanica già emerse nel mese di settembre a proposito della annunciata messa sul mercato di AnsaldoBreda e Ansaldo STS, hanno trovato la peggiore conferma nella giornata di ieri.

L’Amministratore Delegato ha illustrato i dati dei primi nove mesi del Bilancio: perdita di 767 milioni, cancellazione del dividendo agli azionisti per il 2011, sospensione delle proiezioni sui conti del 2012, piano di dismissioni per 1 miliardo di euro.

Inevitabile la reazione della Borsa con un crollo del titolo del 20%. A ieri tutto il gruppo valeva 2.2 miliardi di euro. La consueta dietrologia circa l’assenza del Presidente Guarguaglini, la ricerca di antiche e nuove responsabilità sulle cause di questa situazione, che comunque esistono e non hanno risparmiato inchieste della magistratura sugli attuali dirigenti, non devono distogliere dalla questione essenziale delle pesanti ricadute sui lavoratori del Gruppo e sul futuro industriale della nostra città e del Paese che questo piano prospetta.

Gli oneri finanziari rischiano di affossare un Gruppo leader internazionale in molti settori, che mantiene nel 2011 10,6 miliardi di ordini e ricavi per 12,2 miliardi. Nel nostro territorio è in gioco il futuro di 5 mila addetti e un patrimonio inestimabile di ricerca e innovazione nel campo civile e della difesa.

La messa sul mercato del ramo civile di Finmeccanica, apre scenari inquietanti per il futuro della città, ma rappresenta la possibile uscita del sistema industriale del Paese da settori strategici come il segnalamento e il trasporto ferroviario (treni e metropolitane) e l’energia. L’accorpamento verso una sorta di super Selex apre forti interrogativi su queste realtà presenti nel nostro territorio.

Concentrarsi nel solo settore della Difesa, a fronte di una forte contrazione delle spese militari in atto nel mondo Occidentale a causa del debito pubblico, non mette affatto in sicurezza il futuro del Gruppo.

Anche in questa vicenda, si sconta l’assoluto immobilismo derivante da almeno un decennio di assenza di una qualsiasi politica industriale da parte del Governo Berlusconi.

Mentre in Europa e nel mondo Francia, Germania, Stati Uniti, Cina e paesi emergenti hanno programmato forti investimenti pubblici di sostegno a questi settori, nel nostro Paese, per esempio, si è assistito nell’indifferenza assoluta alla sostanziale scomparsa di decine di aziende nel settore ferroviario. Da dieci anni non vengono bandite gare per i treni regionali, con le note conseguenze per i pendolari e per AnsaldoBreda, Bombardier, ecc. 

Non esiste dunque nessun fatalismo in questa situazione che è frutto di precise responsabilità e scelte che vanno rapidamente ribaltate a livello nazionale e locale. Faremo la nostra parte nell’opporci a qualsiasi ipotesi di spezzatino e svendita del Gruppo Finmeccanica, contrari come siamo ad una desertificazione del tessuto industriale della nostra città che priverebbe soprattutto i giovani di una speranza di futuro diversa dall’emigrazione.

Il nuovo Governo, gli Enti locali e istituzioni, società civile, mondo della ricerca, associazioni di impresa sono chiamate altrettanto allo sforzo per difendere questo patrimonio e per imprimere una svolta definitiva per la nostra città per il Paese verso un obiettivo di crescita e sviluppo.

Segreteria Camera del Lavoro Metropolitana di Genova

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