Bonus per lavoratori autonomi, sito Inps in tilt: diffusi i dati di altre persone

Il sito su cui è possibile fare domanda per avere i 600 euro una tantum previsti nel Cura Italia non è accessibile: troppe le richieste. Alcuni utenti hanno fatto l'accesso e sono usciti i dati di altre persone

Oltre 100 domande al secondo e il sito dell’Inps finisce fuori uso: nel primo giorno in cui è possibile inviare la richiesta del bonus da 600 euro per lavoratori autonomi e partite Iva previsto dal decreto Cura Italia. 

Il bonus da 600 euro è rivolto a tutti coloro che dichiarano fino a 35 mila euro di reddito (esentasse) o a chi dichiara un reddito tra 35 mila e 50 mila euro ma dimostra di aver subito cali di attività di almeno il 33% nei primi 3 mesi del 2020. È indirizzato a lavoratori autonomi, dello spettacolo, del settore agricolo, ai professionisti e alle partite iva. Sempre oggi è inoltre possibile inviare richiesta per il bonus baby-sitting

La possibilità di fare domanda è scattata dopo mezzanotte, e nel giro di 8 ore circa l’Inps ha ricevuto oltre 300mila richieste: «Il sito Inps è praticamente inaccessibile - conferma il commercialista genovese Alberto Borea - nelle uniche due volte che sono riuscito ad entrare, il sistema mi diceva che la domanda per il bonus non è ancora disponibile».

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«Dall'una di notte alle 8.30 circa, abbiamo ricevuto 300mila domande regolari - ha detto sapere Pasquale Tridico, presidente dell’Inps - Adesso stiamo ricevendo 100 domande al secondo. Una cosa mai vista sui sistemi dell'Inps che stanno reggendo, sebbene gli intasamenti sono inevitabili con questi numeri». All'inaccessibilità del sito si aggiunge poi un altro problema: alcune persone hanno riferito di avere eseguito l'accesso con le proprie credenziali, e di essersi visti caricare i dati di altre persone. Con la conseguente questione della diffusione di dati privati e sensibili.

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