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Lunedì, 28 Novembre 2022
Economia

Assemblea di Confindustria, Toti: "Abbiamo bisogno di una classe dirigente che si prenda delle responsabilità e decida"

"Parlo del Pnrr, del Fondo Sociale Europeo, il Por Fesr, delle Politiche attive del lavoro e della Formazione, del Piano di sviluppo rurale. Questo volume di spesa comporta una efficienza e una capacità di progettazione e realizzazione che da tanto tempo le pubbliche amministrazioni hanno perso"

“Questo Paese ha bisogno di una classe dirigente che non abbia timore di prendersi delle responsabilità e che prenda delle decisioni. Perciò servono scelte strategiche, per non rischiare di perdere importanti opportunità. Noi abbiamo di fronte sfide senza precedenti che vinceremo solo se sapremo fare sistema, tutti insieme: la classe dirigente deve prendere in mano la situazione è può farlo solo attraverso la scelta. Perché la classe dirigente, in questi ultimi anni, è stata più follower che leader nelle decisioni. Non ha avuto quella nettezza e capacità di valutare la migliore tra le opzioni possibili": queste le parole del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti intervenuto all’assemblea di Confindustria Genova, a Palazzo Ducale, alla presenza del presidente di Confindustria Carlo Bonomi.

Secondo il presidente Toti “chi si prende la responsabilità di una scelta, se fallisce deve essere giudicato dai suoi cittadini, ma non ci si può nascondere dietro a schemi preconfezionati per evitare di prendere delle decisioni. Noi dobbiamo ridisegnare l’impianto di questo Paese: ci sono decisioni da prendere, che riguardano, per esempio, la più grande programmazione economica dal dopo guerra a oggi. Parlo del Pnrr, della programmazione europea per i prossimi anni, del Fondo Sociale Europeo, il Por Fesr, delle Politiche attive del lavoro e della Formazione, del Piano di sviluppo rurale. Questo volume di spesa comporta una efficienza e una capacità di progettazione e realizzazione che da tanto tempo le pubbliche amministrazioni hanno perso. Noi dobbiamo essere capaci di spenderli, questi soldi e lo dobbiamo fare anche velocemente. Basti vedere cosa accade oggi in questa città, dove sono state fatte grandi cose, una su tutte il ponte San Giorgio di Genova, in tempi record".

E ancora: "Siamo di fronte a un ricorso al Tar per la nuova diga, una delle più grandi e importanti opere per la nazione e l’Europa e, paradossalmente, stiamo aspettando anche di capire se abbiamo o meno un sindaco della nostra città, perché a qualche cittadino è venuto in mente di fare ricorso sulla legittimità della sua elezione: se non ci rendiamo conto della necessità di riformare le regole con cui mandiamo avanti questo Paese, perderemo l’occasione di progredire e sicuramente non coglieremo appieno tutte le possibilità che ci vengono offerte".

Secondo il presidente della Regione Liguria la strada da percorrere è quella dell’autonomia differenziata: “Credo si debba riportare il potere decisionale più vicino possibile ai territori sulle materie in cui è possibile farlo. Io mi appresto a varare una legge di stabilità regionale in cui ho chiesto a tutti gli assessori di portare una nuova ondata di semplificazioni per sostenere il momento delicato che abbiamo di fronte. E l'autonomia è il modo migliore per valutare le classi dirigenti sui territori, poi saranno i cittadini a giudicarli e gli imprenditori a scegliere dove sia meglio investire, ma così ognuno avrà la possibilità di valorizzare le proprie eccellenze e capacità. Per farlo dobbiamo rimettere in competizione il Paese altrimenti continueremo a viaggiare a due velocità".

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